Fotografia

The Cal in mostra

Valentina Nuzzi
15 novembre 2014

07_Vinoodh Matadin_2007

Si è tenuta ieri a Milano la presentazione di “Forma e Desiderio, The Cal – Collezione Pirelli”, la mostra che ripercorre la storia delle fotografie tratte dai Calendari Pirelli dalla nascita negli anni ’60 ad oggi. L’esposizione – curata da Walter Guadagnini e Amedeo M. Turello, promossa dal Comune di Milano-Cultura con il patrocinio di Expo ed organizzata da Palazzo Reale e GAmm Giunti – sarà a Palazzo Reale dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015 e mira alla riscoperta artistica di questo oggetto di culto, che ha coinvolto negli anni fotografi tra i più talentuosi dei nostri tempi: Richard Avedon, Peter Lindberg, Bruce Weber, Steve McCurry, Patrick Demarchelier, Steve Meisel e Terry Richardson sono solo alcuni tra questi.

02_Uwe Ommer_1984

Alla conferenza sono intervenuti, oltre a Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, personaggi illustri nel campo dell’arte e della fotografia. A partire da Filippo Zevi, consigliere delegato di GAmm Giunti, che si è detto molto grato nei confronti di chi ha accettato di dare vita a questo progetto: “Pirelli ha concesso l’accesso ad un vastissimo archivio di fotografie, permettendoci di esporle e talvolta restaurarle”. La parola è passata successivamente al critico d’arte e giornalista Philippe Daverio, che ha ripercorso in maniera suggestiva la storia del Calendario dalle origini ai giorni nostri: “Il primo Calendario Pirelli nasce nel 1964 a Londra, proprio mentre Antonioni stava girando Blow Up. Questo la dice lunga sull’atmosfera e sul fervore culturale nel quale si inserisce questo progetto (…) Il calendario Pirelli ha compiuto un miracolo: trasformare la pin-up in opera d’arte. Per quanto mi riguarda, il calendario è uno strumento antropologico e culturale straordinario”.

10_Mert Alas & Marcus Piggott_2006

A presentare la mostra nel dettaglio ci hanno pensato poi i curatori. Walter Guadagnini ha posto il focus sul rapporto tra impresa e cultura: “Alla storia del Calendario Pirelli corrisponde la storia della fotografia degli ultimi decenni. Per i fotografi che l’hanno realizzato è stato una sfida, discostandosi o strizzando volutamente l’occhio al fotografo precedente. Nella mostra questa successione è evidente”. Amedeo Turello ha espresso invece un punto di vista da fotografo, quale è: “Quando Visconti Venosta ebbe l’idea di creare questo progetto, diede la massima libertà ai fotografi selezionati. Ognuno ha avuto la libertà totale di esprimere il suo personale stile e punto di vista. Il Calendario Pirelli ha aiutato il mondo a capire lo stile di molti fotografi. Questa mostra ci ha permesso di riscoprire dei tesori nascosti in un archivio, che altrimenti avrebbero avuto una validità limitata a 12 mesi”.

Un’occasione unica per vedere (o rivedere) una selezione di immagini storiche, che, attraverso le pagine del Calendario Pirelli, permettono al visitatore di percepire l’evoluzione del gusto, della moda e del costume negli ultimi 50 anni.


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