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Interviste

The Saturday’s Ladies Club: Let’s meet Deborah De Groot

Federica Cristini
19 marzo 2014

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Deborah De Groot è co-fondatrice e anima creativa del brand di ballerine Vyth’ies, nato nel 2008 da un’idea di sua madre Jenny, di origini olandesi e ormai in Italia da molti anni.
Dal design fresco e allo stesso tempo sofisticato, le ballerine Vyth’ies riflettono la fusione di molti stimoli diversi: dalla lavorazione artigianale toscana all’eleganza di Firenze, dal dinamismo della città d’origine, Amsterdam, all’allure di Parigi, dove Deborah vive attualmente.

Come nasce e si è sviluppato il brand Vyth’ies?
Mia madre ha cominciato quasi per gioco, facendo produrre a un artigiano scovato nelle colline di Lucca alcuni modelli di ballerine e vendendole privatamente ad Amsterdam. Pian piano la voce ha cominciato a diffondersi e ben presto le vendite si sono estese a sette città olandesi, Milano, Firenze e Parigi.

A questo punto arrivi tu…
Finiti gli studi di fashion styling all’Istituto Marangoni, sono stata presa per uno stage come stylist da Elle Olanda. In quel periodo desideravo delle sleepers in cavallino leopardato che non riuscivo a trovare. Così le ho fatte produrre dallo stesso artigiano lucchese delle ballerine, ed erano così ben fatte che ho dovuto venderne a tutta la redazione. A questo punto è partita una piccola collaborazione con Elle per una capsule collection in vendita esclusiva sul loro sito.

Sei entrata così a fare parte a pieno titolo del brand…
Esatto, anche perchè prima la consideravo come un’attività di mia madre, non avevo mai pensato di farvi parte.
Mia madre lavora a Prato, si occupa della ricerca di materiali e lavorazioni particolari, e poi della produzione, rimanendo a stretto contatto con gli artigiani. Io invece mi dedico alla parte creativa, cercando idee per i nuovi modelli. Ad esempio, poco tempo fa sono stata a Tel Aviv, in cerca di ispirazione per stoffe particolari e stampe etniche.

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Come nascono le vostre collezioni?
Di solito cerchiamo di fare sempre una serie di modelli più basic ai quali ne affianchiamo altri più particolari e ricercati. Tra loafers e ballerine produciamo circa 12-13 modelli per ogni stagione.

A soli 24 anni hai già vissuto in molti posti diversi e possiedi un background cosmopolita. Cosa ti hanno lasciato le tue esperienze in città diverse?
New York per me è stata la città della spensieratezza, ho vissuto un periodo molto intenso, in cui ho fatto tutto quello che desideravo. Ad Amsterdam ho imparato invece tutta la base pratica del mio mestiere, lo styling. In quanto a Parigi la vivo nella mia quotidianità, per cui non realizzo ancora in cosa mi stia realmente influenzando. E Milano, bè Milano è come essere a casa.

Come definiresti lo stile Vyth’ies?
Direi che si tratta di uno specchio, che riflette sia me che mia madre, dunque una fascia d’età piuttosto vasta. Anche per questo credo che ogni tipo di donna possa trovare nelle nostre collezioni almeno un modello che senta suo: il nostro è un brand trasversale che riflette, nella sua semplicità e ricercatezza allo stesso tempo, i gusti di tutte le donne.

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Deborah, a bruciapelo…
Capo del momento: una borsa che produciamo noi su richiesta, disegnata da me, in pelle di struzzo. Più la porto e più bella diventa.
Non sopporti: tutto ciò che è ‘tamarro’ e chi si comporta in modo costruito rispetto al mondo della moda, chi manca di spontaneità.
Era fashion preferita: anni ‘70, lo stile hippie.
Icone fashion: le mie amiche, ma anche film che per me sono iconici, come “A single man” di Tom Ford.
Passatempo: i mercatini vintage parigini, riguardo cui mi tengo aggiornata sul sito videgrenier.com
Shops preferiti a Parigi: Kili Watch, Merci, Bon Ton.
Per cosa ti piace spendere: le borse, ti accompagnano a lungo.
La moda, Parigi vs. Milano: Parigi è una città dove vige l’effortless chic, lo stile è molto personale e libero, Milano è un apparire più costruito e molto spesso si vede troppo copia-incolla.
Città dove vorresti vivere: New York.
Consiglio: non siate mai overdressed, sempre meglio non esagerare per non correre il rischio di essere fuori luogo. E portate Vyth’ies naturalmente…

Intervista curata da Federica Cristini

Indirizzo web: http://www.vythies.com/en/


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