Cinema

Thriller nella Grecia degli anni ’60

Giorgio Raulli
10 ottobre 2014

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1962: gli americani Chester MacFarland (Viggo Mortensen) e sua moglie Colette (Kirsten Dunst) sono in viaggio in Europa, mascherando con una vacanza una vera e propria fuga dalla polizia, che indaga sull’uomo per corruzione. Giunti in Grecia, ad Atene, incontrano Rydal (Oscar Isaac), un giovane di origini americane che per sbarcare il lunario si improvvisa guida turistica, ma anche escort. Tra i tre si instaura un pericoloso triangolo di segreti, passioni e tradimenti, a cominciare da un omicidio, a causa del quale dovranno scappare.

I due volti di gennaio è l’adattamento dell’omonimo romanzo scritto nel ’64 da Patricia Highsmith, nota autrice di gialli e noir più volte fonte di ispirazione per il cinema (L’altro uomo di Hitchcock, Il talento di Mr. Replay di Minghella, L’amico americano di Wenders); il regista Hossein Amini approda alla macchina da presa per la prima volta dopo molti anni come sceneggiatore, e forse lo si può capire da come abbia voluto rendere omaggio a un cinema “vecchio stile” con una regia semplice e senza particolari accorgimenti. Una scenografia molto bella, aiutata anche dalla suggestiva ambientazione ellenica, dai costumi e dalla fotografia, rimandano il pensiero alla Hollywood di una volta.

La trama è affascinante, pur partendo da basi semplici, proprio come un mito greco: i due volti del titolo fanno riferimento al noto dio bifronte Giano che, al pari dei protagonisti, ha due facce distinte; molte altre sono le corrispondenze tra antiche storie della mitologia e la realtà di una narrazione che ruota intorno al contrasto tra apparenza e verità. La gelosia di Chester per gli atteggiamenti ambigui della moglie con Rydal, le angosce di quest’ultimo dovute al suo passato, che lo accomunano fortemente al suo rivale in amore. Sono sicuramente i due uomini a prevalere sullo schermo, perché il loro legame conflittuale sembra andare ben oltre le ragioni amorose.

Il film ha trasformato poco il romanzo, rischiando quindi di non conferire il giusto ritmo alla pellicola: se da un lato riaffiorano alla mente gli intrighi e i misteri hitchcockiani, dall’altro c’è un discreto rischio di non conquistare a pieno lo spettatore. Come i protagonisti dalla doppia faccia, sicuramente anche il pubblico si dividerà tra chi si annoierà soffrendo la mancanza di azione e di colpi di scena (o almeno per come siamo abituati a vedere oggi al cinema) e chi resterà rapito dalla trama noir e dalla rassicurante sensazione di guardare qualcosa di già visto, ma di intelligente e solido. Innegabile la bravura del cast, dal tormentato Viggo Mortensen alla sensuale Dunst al comunicativo Isaac. Al cinema dal 9 ottobre.


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