Green

Tiny Houses: un nuovo modo di vivere green

Marco Pupeschi
7 luglio 2017

Cosa sono le Tiny houses? E cosa significa Tiny living?

Difficile non averne sentito parlare almeno una volta negli ultimi tempi: si tratta di un vero e proprio movimento sociale che sta raccogliendo un sempre maggior numero di adesioni. Sono sempre di più, infatti, le persone che decidono di ridurre lo spazio della casa in cui abitano per stare più a contatto con la natura.

Il Tiny living può essere considerato come una costola di quel fenomeno conosciuto come “Downshifting”, ovvero la “semplicità volontaria”: chi abita in città sceglie di rinunciare ad uno stile di vita stressante, competitivo e poco salutare, in favore di una vita più genuina ed autentica, con maggior tempo libero a disposizione e più gratificazioni personali.

Un nuovo stile di vita, insomma, che è una scelta decisamente controtendenza rispetto alla società a cui siamo abituati: per questo è necessaria una solida preparazione psicologica e una profonda convinzione interiore.

Le Tiny houses possono essere di tutte le forme, ma il comune denominatore deve essere uno: la riduzione dello spazio occupato, senza però rinunciare all’efficienza e al comfort. La parola d’ordine è essenzialità, unita ad un ritorno a ritmi e a modi di vita più naturali e green: pc e televisore passano in secondo piano rispetto agli affetti e cresce il tempo trascorso all’aria aperta.

Una decisione certamente salutista – sia da un punto di vista fisico che psicologico – ma anche economicamente intelligente: le Tiny houses costano poco e allontanano i cittadini dalla trappola dei mutui abitativi (che sono stati, tra l’altro, alla base della crisi finanziaria del 2007).

Il movimento è partito dagli Stati Uniti ma sta facendo proseliti anche in Europa; in parte per le esigenze di risparmio delle famiglie, ma in parte anche per il sempre crescente desiderio di viaggiare.

Non sorprende allora che una casa modulare in prefabbricato diventi oggi fonte di ispirazione per molti architetti. Primo tra tutti Konstantin Grcic, che ha disegnato Muji Hut, una tiny house di tre piccolissime stanze, che sono però a diretto contatto con l’ambiente circostante. L’intenzione è quella di permettere a tutti di vivere in luoghi fantastici, appunto, con una casa a basso impatto energetico e a basso costo: un’abitazione che può essere collocata in montagna o sulla riva del mare, sulla spiaggia o in una verde prateria.

Essere immersi nella natura senza perdere le comodità della propria casa sarà il futuro?


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