Toc, toc. Chi è? Salve, sono la depressione post parto (parte I)

Enrica Costa e Deborah Papisca
26 gennaio 2014

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Parli di depressione post parto, la nomini appena e hai subito quella lieve sensazione della contraddizione in termini. Un po’ come dire “ghiaccio bollente”.
Apparentemente sembra non esserci alcuna connessione con la nascita di un bambino e una delle malattie più insidiose, camaleontiche e difficili da individuare.
I più amano definirla “disturbo” ma non lo è. Il disturbo è un inconveniente fisico, tipo una gastrite, l’herpes, l’orzaiolo. Essere depressi è qualcosa di più,  una vera e propria piaga interiore. E soffrire di depressione post parto è veramente una sfiga indicibile.
Insomma, sei lì che conti i giorni che mancano al parto, non vedi l’ora di abbracciare il bebè, di conclamarti ufficialmente mamma, di dare inizio a una nuova fantasmagorica vita in cui la tua famiglia si allargherà allegramente e invece arriva lei prepotente, despota, violenta che ti prende la testa e te la butta sott’acqua fino a che tu non sbracci disperatamente per riuscire a dare una boccata di quell’antico ossigeno.

Come riconoscere se sei depressa.
Guardi il tuo bambino come se avessi tra le braccia un lumacone di mare?
Mentre allatti vorresti essere su un’amaca a sorseggiare un drink con cannuccia chilometrica sotto l’ombra di una palma?
Sei felice di stare da sola con tuo figlio quanto un gatto di fare il bagno?
Ti viene da piangere anche quando sterilizzi la tettarella del biberon?

Se hai risposto sì ad almeno a uno dei 4 punti sei una depressa conclamata. Se hai risposto sì a tutti e 4 i punti posa lentamente la pistola, da brava, che la vita è comunque bella, anzi dopo che sarai uscita da questa trappola lo sarà ancora di più.

Ora, niente panico. Cosa importante è che sai di cosa si tratta. E che esiste una via d’uscita. E che devi rimboccarti le maniche due volte di più rispetto a una mamma con il sorriso tatuato in faccia. Non ti curare di lei, ma guarda e passa…
Non ultimo devi renderti conto che non sei sola ma che molte neomamme vivono la tua stessa condizione. Leggi qui e potrai avere un quadro più dettagliato.
Nel frattempo prepareremo  ogni tipo di stratagemma e strategia belliche per sostenerti e aiutarti a sconfiggere questo infimo nemico delle mamme…

-continua-

Enrica Costa e Deborah Papisca

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