Interviste

Tony Ward

staff
23 luglio 2010

Nato in Libano, diplomato a Parigi e ora acclamato stilista ad AltaRoma, qual è il suo legame con l’Italia?
I legami con l’Italia sono tantissimi a cominciare da mia moglie, italiana o meglio emiliana. In Italia oltre ai parenti e a molti cari amici,  ho rapporti professionali importanti, soprattutto con i tessutai del comasco, che realizzano in esclusiva per me preziose stoffe. L’Italia è anche un paese importante perché sono molti  i clienti italiani che apprezzano le mie Collezioni Haute Couture.

Come mai ha scelto di continuare a sfilare a Roma, un palcoscenico ormai fuori dai circuiti di buyer e stampa?
Roma o Parigi non fa molta differenza, sono molto legato alla piazza romana, poiché è da qui che è iniziata la mia crescita. La crisi attuale ha colpito in tutto il mondo soprattutto i cosiddetti nuovi ricchi ed ha coinvolto solo marginalmente l’alta borghesia storica a cui dobbiamo prestare le nostre attenzioni. Solo i rappresentanti di questa fascia sociale infatti acquistano abiti di Alta Moda. Sono intenditori che non amano ostentare, ma che del bello e del lusso hanno fatto il loro stile quotidiano. Queste persone vengono da noi per progettare interi guardaroba ordinando anche 20 capi a stagione. Una clientela sicura, stabile e gratificante che spazia dall’Azerbaijan al Kazakistan, da Palm Beach a Riyad, Mosca e Doha, fino a Los Angeles e Roma. Oggi il ruolo del couturier è anche quello di saper creare intuendo i bisogni del cliente e proponendo capi senza tempo di altissima qualità e di raffinatissima manifattura.

Ha mai pensato di presentare la sua collezione di Ready-to-Wear a Milano o in una delle città che “contano” davvero nel fashion system?
Da tre stagioni ho iniziato a realizzare anche una linea di prêt-à-porter che distribuisco sia a Milano che a Parigi grazie alla collaborazione con lo showroom Panorama Moda e in circa 30 punti vendita al mondo. Una collezione ready-to-wear all’interno della quale prevalgono le proposte per la sera, ma dove trovano spazio anche raffinati capi da giorno. Per ora però continuo a rimanere concentrato sulla Haute Couture e a scegliere Roma come palcoscenico per le mie sfilate.

La collezione appena presentata vuole essere un inno alla solidarietà e alla speranza, in che modo l’Haute Couture può aiutare la società?
La moda e il lusso non possono staccarsi troppo dalla realtà. Anche noi “produttori del lusso” abbiamo il dovere di guardare ed interpretare il mondo che ci circonda, da cui spesso traiamo ispirazione. Per questo ho deciso di dedicare questa Collezione  alla lotta contro il tumore al seno. Le creazioni per la stagione Autunno Inverno 2010-2011 esaltano la bellezza e vogliono trasmettere un forte messaggio di impegno sociale anche attraverso il colore, uno fra tutti il rosa, da sempre riconosciuto universalmente come espressione della femminilità, metafora dell’universo donna. Icona di questo mio pensiero è stato un affascinante e seducente abito da sera rosa, pensato per una donna eccezionale, che sa affrontare tutti i momenti speciali della sua vita, dalla magia di una serata indimenticabile, ai momenti in cui vede messa a rischio la sua bellezza e la sua vita.

Intervista curata da Luca Micheletto