Musica

Torino: due opere a confronto

staff
27 febbraio 2012

Dal 6 al 20 Marzo, sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino, si alterneranno due opere ottocentesche fra le più amate di sempre: “La bohème” di Giacomo Puccini e “Rigoletto” di Giuseppe Verdi. Entrambi gli allestimenti recuperano due produzioni del Regio degli scorsi anni, che vedono nuova vita con l’ausilio di nuovi cast e nuovi direttori.
“La bohème” è un melodramma a cui la città di Torino è particolarmente affezionata, in quanto l’opera andò in scena per la prima volta nel 1896, proprio al Teatro Regio, dove già tre anni prima Puccini aveva presentato “Manon Lescaut”. Fin da allora l’opera riscosse successo, nonostante la critica torinese coeva non avesse nascosto qualche perplessità, puntualmente smentita dall’incredibile scia di successo popolare che l’opera si porta dietro da ormai più di un secolo.
La trama si snoda lungo quattro quadri che, diversamente dalla tradizionale divisione in atti, rende lo sviluppo alquanto frammentario. È evidente, infatti, che l’interesse di Puccini fosse maggiormente teso ad approfondire gli aspetti psicologici dei personaggi, più che l’intreccio vero e proprio. Le vicende vedono protagoniste due coppie di giovani parigini squattrinati – Mimì e Rodolfo, Marcello e Musetta- che devono barcamenarsi nella vita di tutti i giorni, fatta di espedienti economici, feste, litigi amorosi e riconciliazioni. Il finale è, come da tradizione ottocentesca, tragicissimo: Rodolfo giura il proprio amore sul letto di Mimì, che muore a causa di tisi, e Marcello e Musetta si separano.
Al Regio i ruoli protagonisti saranno rivestiti dai soprani Maria Agresta (Mimì) e Norah Amsellem (Musetta), mentre le parti di Rodolfo e Marcello saranno interpretate rispettivamente dal tenore Massimiliano Pisapia e dal baritono Claudio Sgura. La regia è di Giuseppe Patroni Griffi, con scene e costumi di Aldo Terlizzi Patroni Griffi. Sul’ambito podio dell’Orchestra del Teatro Regio salirà il M° Massimo Zanetti, eccellente direttore di fama internazionale, più conosciuto all’estero che in Italia.
Rigoletto, protagonista dell’omonima opera di Giuseppe Verdi del 1851, è probabilmente uno dei personaggi più amati fra i protagonisti dei melodrammi ottocenteschi. La sua figura, come d’altronde l’intera trama, è tratta dal buffone Triboulet, personaggio protagonista del dramma di Victor Hugo “Le roi s’amuse”. L’opera fa parte, insieme a “Il trovatore” e a “La traviata” della famosa trilogia popolare di Verdi. La vicenda del buffone di corte Rigoletto, vittima dei raggiri dei cortigiani e invano difensore della figlia prediletta Gilda, ingannata dall’amore fasullo dell’infido Duca di Mantova, intreccia le tematiche della passione erotica, del tradimento, dell’amore filiale e della vendetta, non senza un’attenzione alla sfera sociale e alla condizione della donna.
L’allestimento torinese dell’opera, in scena dal 14 al 20 marzo, è fresco del debutto dello scorso anno, in qualità di vincitore di “La Creatività all’Opera”, concorso indetto dal Regio nel 2010 per l’ideazione di regia e allestimenti scenici del’opera verdiana. Vincitore è stato il progetto capitanato dal regista milanese Fabio Banfo e dallo scenografo Luca Ghirardosi, coadiuvati da alcune studentesse diplomate all’ Accademia di Belle Arti di Brera, fra cui la giovane costumista Valentina Caspani. Alla direzione musicale ci sarà Daniele Rustioni che, a soli 28 anni, può già vantare una carriera internazionale che l’ha portato su palchi prestigiosi quali la La Scala e il Covent Garden.
I cantanti nei ruoli principali saranno il soprano Desirée Rancatore (Gilda), il baritono Giovanni Meoni (Rigoletto) e il tenore Piero Pretti (Duca di Mantova).

 

Eva Marti


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