Cinema

Torrido agosto nella contea di Osage

Giorgio Raulli
20 febbraio 2014

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In un’estate nella contea di Osage, Oklahoma, Beverly Weston (Sam Shepard), un letterato con problemi di alcol, viene ritrovato morto (probabilmente suicida) dopo pochi giorni che la moglie Violet (Meryl Streep) ne ha denunciato la scomparsa; la donna, completamente dipendente dagli antidolorifici per un tumore alla bocca, entra subito in conflitto con le figlie: Barbara (Julia Roberts), da sempre in contrasto con la madre e in piena crisi con suo marito (Ewan McGregor), Ivy (Julianne Nicholson), che non si è mai allontanata troppo dai genitori, e Karen (Juliette Lewis), svampita e con al seguito un fidanzato (Dermont Mulroney) piuttosto viscido. Al dolore familiare si uniscono anche la sorella di Violet, Mattie Fae (Margo Martindale), con suo marito Charles (Chris Cooper) e suo figlio “Little” Charles (Benedict Cumberbatch).

AUGUST: OSAGE COUNTY

Il regista e produttore televisivo John Wells è approdato al suo secondo film cinematografico – il primo è stato The Company Men nel 2010 – portando nelle sale il dramma teatrale scritto da Tracy Letts, vincitore del premio Pulitzer: un quadro familiare piuttosto  difficile, fatto di delicate accuse reciproche e dicotomie di responsabilità e meriti, il contrasto tra due donne molto forti e i rispettivi uomini deboli e insicuri. Un gruppo di parenti tutt’altro che in armonia, bensì in perenne lotta fra di loro, sempre pronti a ferire perché già stati a loro volta feriti; in questo contesto complicato è interessante il ruolo di Johnna (Misty Upham), la nativa-americana assunta come badante per occuparsi di Violet: è l’unica figura che dimostra una vera stabilità ed in qualche modo incarna l’essenza più genuina di quei luoghi, corrotti dal tempo e dagli uomini, contrapponendosi idealmente alla vera (e quasi unica) protagonista, che dal canto suo rappresenta l’instabilità corrotta di quella realtà e l’insano attaccamento ad un luogo ostile.

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Meryl Streep porta infatti sulle spalle l’intera pellicola: nonostante la ricchezza di talenti nel cast, solo lei riesce così abilmente ad incarnare un personaggio tanto forte quanto doppio, cinico e battagliero, ma anche fragile e malinconico; una figura che si riflette in quella della figlia, interpretata dalla Roberts, che, seppur bravissima, è sempre un passo indietro alla Streep.

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I segreti di Osage County regge abbastanza bene il rischio cadere nella già vista tipologia del dramma familiare, riuscendo a presentare allo spettatore un nucleo di persone che vivono a confronto con un passato che odiano. Il giusto sarcasmo porta la pellicola a non adagiarsi sul mero “polpettone” fatto di scandali tra consangunei, ma aiuta ad alleggerire alcune scene che altrimenti risulterebbero solo pesanti da digerire, se non banali. Non manca qualche sbavatura, come la rapidità dei colpi di scena sul finale o l’ultima sequenza dedicata a una sconvolta Julia Roberts, quando forse sarebbe stato di maggiore impatto chiudere altrimenti.

Nelle sale italiane dal 30 gennaio, I segreti di Osage County concorre a ben due premi Oscar per le performance delle due attrici principali.

Giorgio Raulli


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