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Leggere insieme

Tra Paesi per sempre e Paesi per un po’

Marina Petruzio
5 luglio 2014

ilsognodellestagioni

Pochi minuti all’interno di quest’albo, Il sogno delle stagioni di Arianna Papini per Donzelli Editore.
Qualche pagina per ritrovarsi in uno di quei racconti che una volta non si scrivevano ma si tramandavano oralmente di generazione in generazione. Forse grazie anche a quel c’era e chissà poi se c’era e ci sarà o a quel pan di ramerino che evoca tempi lontani, odori di casa, di stanze calde e profumate di olio e rosmarino. Di piccoli caldi doni che col latte e la voce della mamma mettevano in pace pancia e spirito e disponevano al sonno per trattenere la magia del vecchio del mare e del piccolo uomo Landù, per meglio attendere quella piccola, saggia barca che ci traghetterà attraverso le mille domande poste o da porre, verso, chissà, qualche risposta, gocce di saggezza da conservare crescendo.

È pacato il tono e leggendolo viene da abbassar la voce per trattenere quell’atmosfera. Il mistero di coste d’oro, d’argento e bronzo, il profumo del pane di ramerino, della marmellata di fichi e dell’uva fragola, di una stagione precisa; le foglie croccanti, il ghiaccio salmastro, i colori del bianco; la manta che vola sott’acqua, i prati dipinti di fiori sbocciati, l’uccellino dal fischio d’autunno, sino al respiro dei bimbi addormentati, come onde spiaggiate regolari e quiete.
Parole da fiaba quelle usate per placare la sete di risposte sullo scorrere del tempo, sulle stagioni, il loro susseguirsi lento ma costante, come se un omino piccolo come Landù potesse al fischio d’autunno dell’uccellino portare avanti le lancette, cambiare ora, giorno, stagione e tempo.

Un viaggio lento, come su una piccola barca, attraverso mari quieti, dovrebbe essere la vita. Per poter essere osservata e goduta appieno con le sue meraviglie che come doni dovrebbero ridare un senso, avvicinandoci alla natura come solo i bambini sanno essere, per gioire della neve come di quel puntino verde nella terra che ieri non c’era e domani sarà diverso, un fiore dipinto su un tappeto verde.
Immaginando un viaggio in paesi dove la stagione è solo una, ricordandoci che il brutto ha bisogno del bello e viceversa per potersi confrontare e riconoscersi.
Che per quanto bella qualsiasi cosa senza confronto sparisce, diventa insipida e non la si può desiderare, e a lungo andare non la desidereremmo più.
Perché ogni posto se è un Paese per sempre perde la sua magia, come il mare e la neve, e solo se sarà un Paese per un po’ non ci annoierà mai più.

Un viaggio nelle stagioni di tre mesi in tre mesi, immaginate come paesi singoli immortalati in splendide illustrazioni, come decorazioni parietali.
Bellissime le carte disegnate come tessuti a piccoli disegni geometrici o fiorate, che in collage sono a volte fascia che trattiene i folti capelli della mamma, a volte foglie dalle svariate misure, altre alberi o inserite nell’immagine a completare un paffuto pennuto, altre morbido cuscino sul quale addormentarsi.
Illustrazioni a tutta pagina non toccate dal testo che invece campeggia nella pagina bianca stampato in rosso scuro, che potrebbe volgere all’autunno come al colore degli occhi del sole. Ma questa è già un’altra storia…
Che ovviamente ora attendiamo!

E allora buon viaggio a tutti nel “Paese dell’estate per sempre, dove tutti hanno caldo e fanno il bagno nell’acqua salata e mangiano gelato di conchiglia tostata e camminano a piedi nudi sui sassi duri e raccolgono vetri lisciati dall’onda”

Marina Petruzio

Il sogno delle stagioni
di ed illustrato da Arianna Papini
www.ariannapapini.com
ed.: Donzelli Editore
www.donzelli.it
Euro: 22,00
Età di lettura: dai 5 anni


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