Cinema

Transformers 3: ma quali trasformazioni?

Giorgio Merlino
1 luglio 2011


Nel 1961 un’astronave proveniente da Cybertron atterra sul lato oscuro della luna. Pilotata da Sentinel – ultimo della dinastia “Prime” prima di Optimus – viene definita come “l’arca” poiché al suo interno vi si trova una tecnologia in grado di salvare il pianeta alieno Cybertron, una volta per tutte. Il contenuto dell’arca risulterà ai giorni nostri l’ennesima causa di scontro tra i crudeli Decepticon e gli Autobot, ancora una volta aiutati dal giovane Sam (Shia LaBeouf).
La divisione in primo e secondo tempo di un’opera cinematografica ha un’origine tecnica, cioè la sostituzione del rullo contenente le due parti di pellicola. In Transformers 3 è come se l’intervallo servisse a dividere due film completamente differenti, ognuno di un’ora e quindici di durata.
La prima parte è dedicata all’ambientazione dell’ultimo capitolo della saga, alla presentazione dei nuovi personaggi e a dimostrare la palese mancanza d’idee da parte dello sceneggiatore. Lo sbarco sulla luna da parte dell’Apollo 11 nel 69’ non sarebbe altro che una missione top secret americana per studiare l’arca aliena, mentre l’origine della catastrofe di Chernobyl potrebbe essere individuata in un congegno Decepticon. Le scene d’azione sono minime e la vita privata di Sam Witwicky sembra la storia principale.
Con il secondo tempo tutto cambia, o per meglio dire i fans vengono accontentati nelle loro aspettative: gli effetti speciali ovviamente la fanno da padroni (soprattutto nella versione 3D), continue scariche di adrenalina sono assicurate e nel complesso il film risulta piacevole.
Il cast è sempre stato uno dei punti cardine della saga, ma in questo capitolo più che negli altri.
Megan Fox, che onestamente aveva avuto un ruolo fondamentale nel successo dei film precedenti, è stata licenziata durante le riprese. Il produttore Steven Spielberg si sarebbe letteralmente infuriato dopo le dichiarazioni della giovane attrice in un’intervista, nelle quali paragonava il regista Michael Bay ad Hitler. La sex symbol è stata rimpiazzata dalla modella -“attrice” Rosie Huntington-Whiteley, che ha riscosso parecchie impressioni positive nel mondo maschile, ma sicuramente non grazie alle sue doti recitative.
Per non lasciare a bocca asciutta le fans femminili, un ruolo secondario è stato assegnato al sempre più affascinante “Dottor Stranamore” di Grey’s Anatomy (Patrick Dempsey), rendendo piacevole e accattivante la figura del “cattivo”.
Per ultimo, ma non ultimo, il celebre attore John Malkovich non ha potuto rifiutare una parte, anche se esigua, nel terzo capitolo del campione di incassi.

 

Giorgio Merlino


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