Cinema

Tre eroi in una discarica

Giorgio Raulli
5 dicembre 2014

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Tratto dal romanzo per ragazzi di Andy Mulligan, Trash è stato presentato in Italia per la prima volta il 18 ottobre scorso al Festival internazionale del film di Roma, mentre è ufficialmente uscito nelle nostre sale il 27 novembre. Nella povertà di una favela di Rio de Janeiro, tre ragazzini, Rafael, Gardo e Rato (Rickson Tevez, Eduardo Luis, Gabriel Weinstein – attori non professionisti), passano il tempo a rovistare tra la spazzatura di una discarica per poterne ricavare qualcosa. Un giorno uno di loro trova un portafoglio, che scopre essere molto importante per la polizia senza scrupoli. I tre si troveranno ad affrontare con coraggio un intrigo politico ben più grande di loro, con l’aiuto del disincantato Padre Juilliard (Martin Sheen) e della giovane volontaria Olivia (Rooney Mara).

A metà tra realtà e fiaba, il film di Stephen Daldry (già regista dei celebri Billy Elliot, The Hours, The Reader) mischia molti generi, dal thriller all’avventura per ragazzi, passando anche per il drammatico, mostrandosi attento alle problematiche della favela brasiliana; tra degrado e polizia corrotta, Trash fa di questi elementi una scenografia in cui ambientare la narrazione, puntando sull’intrattenimento e sulla storia avventurosa dei tre giovani protagonisti; molto presenti grandi valori come l’onestà, l’amicizia, la fede. I tre bambini intraprendono una frenetica ricerca della verità semplicemente in nome della giustizia e ciò li rende il simbolo di una bontà fiabesca.

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Una speranza per una realtà difficile come quella brasiliana è senz’altro un aspetto positivo, purtroppo il ritratto realistico del film spesso viene meno: l’impegno sociale che è ben servito per attirare l’interesse del pubblico si fa da parte per lasciare spazio ad un racconto attraente e pieno di personaggi buoni o cattivi senza le dovute sfumature. In poche parole l’atmosfera buonista rischia di minare l’intera credibilità della pellicola e dei suoi pregi: il ritmo, le musiche, l’azione, la fotografia, i tre giovani neo-attori; l’intreccio è avvincente e distrae abbastanza da quello che è la povertà della favela, ma il lieto fine a cui si arriva toglie ogni dubbio, tanto che pare si stia guardando un film di Natale per ragazzi.

Pieno di contrasti, da una parte gli intenti e dall’altra il risultato finale, nonostante tutto Trash può benissimo conquistare il favore di un ampio pubblico, poiché vive della verve e della positività dei suoi protagonisti, e questo non può certo essere un difetto. L’intrattenimento e la storia non mancano di certo, quelle che mancano sono le premesse sociali che rimangono un po’ sfocate in secondo piano.


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