Musica

Tre grandi ospiti dei Berliner

Daniel Seminara
20 gennaio 2014

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L’Orchestra Filarmonica di Berlino è senza dubbio una tra le più conosciute al mondo. Fondata nel 1882, è divenuta, in particolar modo a partire dal secondo dopoguerra, punto di riferimento della musica sinfonica occidentale. I Berliner Philharmoniker possono a buon diritto essere considerata la compagine che definitivamente ha sancito il passaggio alle sonorità dell’orchestra moderna. Il grande artefice di questa trasformazione è stato Herbert von Karajan, che durante i suoi 35 anni da direttore ha forgiato il suono inconfondibile che ancora riconosciamo. Dal 1989, anno in cui Karajan lasciò l’orchestra, si sono succeduti come direttori stabili Claudio Abbado e, dal 2002, Sir Simon Rattle. I Berliner però sono anche conosciuti per gli importanti direttori ospiti che ne hanno calcato il podio, e, proprio alle ospitalità, è dedicata la programmazione di questo mese. Semyon Bychkov, Zubin Mehta e Alan Gilbert sono i tre grandi nomi designati per condurre l’orchestra in una serie di concerti che fino al 1 febbraio delizieranno il pubblico della Philarmonie.

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I primi due appuntamenti sono stati curati rispettivamente da Bychkov e Mehta con la presenza di importanti ospiti come il pianista Menahem Pressler e la soprano Marlin Petersen. Il terzo concerto si terrà il giorno 23 gennaio (repliche il 24 e 25) con un variegato programma che accosta i 6 Pezzi op. 6 di Anton Webern e Ein Eldenleben di Richard Strauss al Concerto no. 5 “Imperatore” di Beethoven e la partecipazione del campione beethoveniano Rudolf Buchbinder.

Zubin Mehta, Dirigent

Nell’ultimo appuntamento (30, 31 gennaio e 1 febbraio) a cura di Alan Gilbert c’è spazio anche per la musica contemporanea. A fianco del Concerto in Si minore per violoncello di Dvořák, verrà infatti eseguito Kraft, brano per ensemble e orchestra del compositore finlandese Magnus Lindberg. Lindberg, compositore in residence per l’Orchestra Filarmonica di New York fino al 2012, rappresenta uno dei nomi più importanti della nuova musica.

Daniel Seminara


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