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Triennale Design Museum cambia pelle: spazio alla grafica

staff
15 aprile 2012

Il Triennale Design Museum di Milano cambia pelle e per la sua quinta edizione si concentra sulla grafica italiana del Novecento, ritenuta di curatori uno degli aspetti decisivi, seppur finora bollato come marginale, nella storia della creatività italiana. Una sfida che la direttrice Silvana Annichiarico definisce la più difficile, ma anche la più necessaria. “Abbiamo abbandonato – spiega – quel territorio degli oggetti che è già codificato ed esplorato, che di dà delle certezze, per addentrarci invece nel paesaggio della comunicazione visiva”.Ad allestire l’esposizione l’architetto e designer Fabio Novembre, che ha lavorato sul tema dell’arcobaleno, sfoggiando un abito in tema. “La mostra – spiega il designer – vi accoglie come un grande libro bianco aperto. In un libro bianco c’è tutto, perché in fondo lo scrivi con la fantasia tu stesso, ma quel libro ha una prima e una quarta di copertina che sono esattamente quelle del catalogo della mostra. Quindi è come se per un incantesimo il contenuto di quel catalogo fosse volato nello spazio”. Uno spazio che diventa appunto arcobaleno, al quale si accede dall’ormai celebre ponte, anch’esso rivisitato nel quale si ritrovano libri, riviste, manifesti politici, loghi aziendali, ma anche imballaggi e immagini cinematografiche.Il catalogo del Triennale Design Museum è realizzato dall’editore Corraini e ripropone le suggestioni dell’allestimento. Nella cui indiscutibile bellezza si nota però forse l’assenza di alcuni elementi, come la grafica che ha segnato il periodo fascista e quella degli anni di Piombo. Ma scegliere, si sa, è sempre operazione controversa.

 

Fonte: TMNews


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