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Green

Triennale di Milano: frutta e verdura a chilometro zero

Marco Pupeschi
17 aprile 2015

Finalmente anche a Milano un ristorante dove gli chef avranno a disposizione materie prime veramente a chilometro zero. Non ci credete? Bene, allora non vi resta che visitare il ristorante panoramico realizzato sul tetto del Palazzo dell’Arte a Milano. I visitatori potranno godere, oltre ad un’ottima cucina, anche di una vista mozzafiato: da Corso Sempione passando per il Castello Sforzesco si arriva fino all’avveniristico skyline di Porta Nuova.

Milan skyline from “Duomo di Milano”. Italy.

Il tutto comodamente seduti in un giardino esteticamente gradevole, avvolti da foglie profumate e fragranze aromatiche. In realtà non si tratta di niente di nuovo: nel mondo è ormai consolidata la moda dei Community Roof Top Garden (orti pensili di comunità), dove gli inquilini di un condominio usano il tetto non solo per godersi una magnifica vista ma anche per socializzare e coltivare frutta e verdura biologica. Il merito della svolta green della Triennale di Milano è da attribuire al progetto dello studio di architettura OBR di Paolo Brescia e Tommaso Principi e del paesaggista Antonio Perazzi.

Ristorante Green 1

L’idea è stata quella di giocare sulla leggerezza e sulle trasparenze: quello a cui ci troviamo di fronte è una serra coperta, composta da una struttura esile in carpenteria metallica temporanea che segue morbidamente le campate del Palazzo dell’Arte. Un progetto tanto semplice quanto ingegnoso… come nella vera tradizione del Made in Italy.

Ristorante Green 3

Anche la tecnologia è Made in Italy: sponsor tecnico dell’iniziativa è infatti l’azienda triestina Harpo, leader nelle soluzioni green per l’edilizia. Harpo, con la sua divisione verdepensile, ha messo a disposizione il proprio substrato drenante: questa tecnologia permette in pochi centimetri di spessore di garantire elevate prestazioni idrauliche senza bisogno di manutenzione.


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