Tu non puoi capire

Chiara Fornari
9 giugno 2013

“Ma tu ti rendi conto del fastidio che dà sentirsi dire di continuo che non posso capire cosa si prova ad avere un figlio?”
Questa domanda mi è stata sottoposta  recentemente e mi è stato anche fatto notare che noi mamme abbiamo sempre la fastidiosa tendenza a porci nei confronti delle altre come le detentrici del grande segreto del senso della vita.
Ci ho pensato su un po’ e alla fine mi è venuto da ridere
, perché credo che spesso uno dei motivi che spingono le mamme a calcare così tanto la mano sulle conseguenze positive della maternità – a sentir alcune di noi, portatrice di saggezza ed equilibrio – sia proprio la necessità di trovare motivazioni e incentivi cui appellarsi per superare i momenti di stanchezza estrema provocata dallo stesso essere mamma.
Di per se l’aver un figlio non squarcia nessun velo di Maya, non rende più edotte e di certo non eleva sopra i non genitori.
Personalmente – e qui parlo solo per me – ha cambiato le mie priorità, spostando il centro della mia vita da me ai miei bambini. Ma devo ammettere che sfortunatamente l’aver partorito non mi ha donato capacità divinatorie ne temo mi farà mai entrare nella classifica di Forbes.
Leggendo questo articolo decisamente divertente di Caterina Maestro http://www.diabolicamente.it/certo-tu-non-hai-figli-non-puoi-capire-ecco-e-allora-non-parlarmene-2/ mi sono ricordata sorridendo che tutte quelle che per una mamma sono informazioni senza le quali la Terra non potrebbe mai continuare a girare, per le altre non solo sono inutili, ma sono anche assolutamente fastidiose: numero di ruttini al giorno, telecronaca in tempo reale della sua giornata tipo, allattamento, pannolini, dentizione e sederini arrossati.
Da quando sono mamma mi è capitato diverse volte di rimanerci male perché le mie amiche non mi chiedevano abbastanza dei miei bambini, ma forse è proprio ora di mettermi in discussione e di chiedermi cosa ho fatto io per loro da quando sono diventata mamma.
Se alla nostra migliore amica continua a piacere di più parlare di scarpe piuttosto che di modelli di passeggini non significa che ci vuole meno bene.
Proviamo a vedere la questione da un altro punto di vista
: ho fatto davvero il possibile per star loro vicina da quando sono mamma o mi è capitato ingiustamente di trovare mille giustificazioni alle mie piccole mancanze? Della serie: “ormai sono una mamma quindi certi argomenti dai basta”.
Quella che ieri piangeva dopo la fine di una storia d’amore ero io e sono quasi sicura che se la mia migliore amica mi avesse fatto sapere che la vita di una donna solo dopo la nascita di un figlio è davvero completa non sarei stata meglio… anzi!
Se mi guardo indietro devo ammettere che se c’è qualcuna che ha monopolizzato i discorsi in questi ultimi anni sono stata proprio io
. Devo recuperare e prometto solennemente che farò del mio meglio per cercare di non dare più lezioni di vita non richieste.

Ricominciamo, mi presento: sono quella che non può capire e che deve davvero ricominciare a farlo.

Chiara Fornari