Fotografia

Tuggener: il poeta fotografico al Mast di Bologna

Valentina Garola
10 febbraio 2016
Untitled, Geigy, Basel, 1953 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

Untitled, Geigy, Basel, 1953 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

La fondazione MAST di Bologna ha inaugurato il suo ciclo di mostre fotografiche del 2016 con una doppia personale dello svizzero Jakob Tuggener.
Fotografo, regista, pittore – o più semplicemente, come amava definirsi: artista – Tuggener è considerato uno dei dieci fotografi industriali di maggior spicco che siano mai esistiti, dotato di un grandissimo talento, egli era solito definirsi “il poeta fotografico numero uno”, apprezzato però principalmente dai fotografi e dai professionisti del settore e sconosciuto al grande pubblico. Come spiega Urs Stahel direttore della PhotoGallery del MAST e co-curatore della mostra, Tuggener era infatti così caparbio ed estraneo al compromesso da scoraggiare le collaborazioni con musei e case editrici; inoltre, le annose controversie legali seguite alla sua morte per lungo tempo hanno reso la sua opera praticamente inaccessibile e anche le sue origini nella piccola Svizzera lo hanno escluso dalla superpotenza degli Stati Uniti in ambito fotografico.

La fondazione Mast di Bologna quindi è molto orgogliosa di presentare, per la prima volta in Italia, i lavori di Tuggener, magistrale interprete del nostro mondo, il mondo dei forti contrasti.

  • Fochista addetto al forno elettrico, 1943 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

  • Untitled, Tornos, Moutier, 1942 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

  • Nell’ufficio della fonderia, fabbrica di costruzioni meccaniche, Oerlikon, 1937 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

La prima mostra, Fabrik 1933–1953, presenta nella Photogallery del MAST oltre 150 stampe originali del lavoro del fotografo svizzero, tratte in parte dal suo omonimo libro fotografico Fabrik, un saggio unico nel suo genere con un approccio critico di grande impatto visivo e umano sul tema del rapporto tra l’uomo e la macchina, e in parte da altri scatti dell’artista che affrontano momenti del lavoro nel suo paese.

Come afferma Martin Gasser, co-curatore della mostra: “In Fabrik Tuggener, oltre a ripercorrere la storia dell’industrializzazione, aveva come finalità, non sempre svelata, di illustrare il potenziale distruttivo del progresso tecnico indiscriminato il cui esito, secondo l’autore, era la guerra in corso, per la quale l’industria bellica svizzera produceva indisturbata.”

ACS Ball, Grand Hotel Dolder, Zurich, 1948 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

ACS Ball, Grand Hotel Dolder, Zurich, 1948 © Jakob Tuggener Foundation, Uster

La seconda esposizione, Nuits de bal 1934–1950, è un insieme di proiezioni che presentano immagini di balli ed altre occasioni mondane: un mondo completamente opposto a quello delle fabbriche. Il fotografo stesso, affermando: “Seta e macchine, questo è Tuggener”, si collocava tra questi due estremi. Egli infatti, affascinato dall’atmosfera spumeggiante delle feste dell’alta società, aveva iniziato a fotografare a Berlino le signore eleganti e i loro abiti vistosi, ma è a Zurigo e a St Moritz che ha colto le misteriose sfaccettature delle Nuits de bal. Con l’obiettivo della sua Leica è riuscito a catturare anche “il lavoro invisibile” di coloro che, tra fasti e luccichii, svolgono il seplice ruolo di comparse: musicisti, camerieri, cuochi, valletti, maître.“Fotografando, dipingendo e filmando – afferma Gasser – Tuggener non si limitava a ritrarre fedelmente la realtà, piuttosto cercava di darne espressione e offrire all’osservatore la nuova esperienza di una realtà interiore, trasfigurata dal suo sguardo soggettivo”.

 

Fabrik 1933-1953 – Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali
Nuits de bal 1934-1950 – I balli nell’alta società elvetica e il lavoro invisibile
MAST, via Speranza 40-42, Bologna
27 Gennaio – 17 Aprile 2016
Orari: Martedì–Domenica 10.00 – 19.00
Ingresso gratuito

 


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