Cinema

Turturro diventa gigolò per caso

Giorgio Raulli
25 aprile 2014

1

I due grandi amici Fioravante (John Turturro) e Murray (Woody Allen), spinti da una difficile situazione economica, decidono di approdare ad uno dei mestieri più antichi e discussi: il primo, con il nome di Virgil, s’improvvisa gigolò, il secondo, con il nickname di Bongo, si fa manager dell’amico. Tra le varie esperienze, Fioravante avrà a che fare con una coppia di donne alla ricerca di forti emozioni (Sharon Stone e Sofia Vergara) e con la bella vedova Avigal (Vanessa Paradis), una donna che susciterà nel protagonista sentimenti che provocheranno la gelosia di Dovi (Liev Schreiber), innamorato di lei da sempre. Bongo/Murray, dal canto suo, apprenderà presto che essere un protettore non è affatto facile.

2

Al suo quarto film come regista – quinto come sceneggiatore – Turturro sfoggia tutta la sua eleganza nel mettere in scena una storia non troppo originale, ma sapientemente raccontata, grazie ad un cast ottimo, a intrecci divertenti e anche a quel tocco raffinato fatto di luci suggestive e autunnali, jazz, e una New York – in particolare Brooklyn – sempre bellissima. Gigolò per caso ha molto del cinema di Woody Allen, uno stile che permea profondamente la pellicola soprattutto grazie alla performance di Allen stesso: il personaggio di Murray sembra essere perfettamente uscito dalla mente del famoso regista, tra nevrosi e crisi, un po’ cinico e sempre in conflitto con la sua natura ebraica.

3

Turturro ha puntato molto sull’amicizia dei due protagonisti, quasi a sottolineare l’importanza di un rapporto tanto profondo e mai scontato, specie se si cerca di superare un senso di vuoto e di voglia d’affetto. Una riflessione che si sposa alla perfezione con il tema principe del film, ovvero il sesso a pagamento: le donne che si rivolgono a Virgil cercano un’attenzione che non si riduce solo alla sfera sessuale; il successo del gigolò Virgil non nasce certo dalla bellezza estetica, ma piuttosto dal suo comportamento fascinoso, dal suo fare da gentiluomo, dalla sua capacità di restare in ascolto di fronte a donne tutt’altro che semplici da capire.

4

Una visione della donna molto lontana da quella ben nota di Woody Allen, segno distintivo che Turturro ha saputo gestire con maestria tutti gli elementi a sua disposizione per dare vita ad una brillante commedia.

Giorgio Raulli


Potrebbe interessarti anche