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Cinema

Un addio non è mai per sempre

Giorgio Raulli
3 aprile 2015

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Dopo gli eventi di Londra (Fast & Furious 6, 2013), il giovane Han era stato ucciso a Tokyo (The Fast and the Furious: Tokyo Drift, 2006) da Deckard Shaw (Jason Statham), in cerca di vendetta per il fratello di Owen: in Fast & Furious 7 Dom (Vin Diesel) e il suo gruppo dovranno fronteggiarlo per impedirgli di compiere il suo piano ai danni de suoi cari Brian (Paul Walker), Tej (Ludacris), Letty (Michelle Rodriguez) e dell’agente Hobbs (Dwayne Johnson). Per neutralizzarlo dovranno liberare un misterioso hacker, rapito da alcuni terroristi, che ha creato un programma in grado di localizzare chiunque, in tempo reale, ovunque si trovi.

Sono passati ben 14 anni da quando il pubblico conobbe per la prima volta il mondo delle corse clandestine californiane: non c’è voluto molto perché la saga si allontanasse da un contesto simile per trattare le storie private dei personaggi, arricchendosi in maniera esponenziale di clichés, effetti speciali, adrenalina, trame intricate e location sfarzose. Il regista di questo capitolo, James Wan, rimane inevitabilmente fedele per stile registico e per costruzione della storia (che in un film simile non dipende certo dal regista) agli ultimi quattro lungometraggi; le corse in auto truccate e costosissime rimangono il cuore di una trama che segue classici stereotipi dei film d’azione e in particolare del genere specifico che tutto il franchise di Fast & Furious ha creato nel corso di questi anni, e che confermano la teoria che film simili, se non tradiscono le aspettative e se non tradiscono il pubblico, non valgono meno di pellicole artisticamente e narrativamente più alte.

Da Los Angeles all’Azerbaigian, da Abu Dhabi ad un epico, surreale e simbolico ritorno nella “città degli angeli”, Fast & Furious 7 sembra davvero essere la fine di una saga, il coronamento di una lunga avventura, la frattura per una famiglia: la prematura morte di Paul Walker (avvenuta nel 2013, per triste ironia della sorte, in un incidente stradale) ha indelebilmente caratterizzato tutta la pellicola, che tratta fin dall’inizio il tema della “famiglia” per i protagonisti ed è difficile non vagare con la mente, per un momento, quando in scena c’è il personaggio di Brian O’Connel (che è presente fino alla fine del film).

La sequenza finale non poteva che essere un affettuosissimo omaggio all’attore scomparso, onorato abbondantemente senza però grosse forzature nella conclusione della narrazione filmica. Una chiosa commovente, che lascerebbe intendere la definitiva conclusione di Fast & Furious. È pur vero però che il franchise sembra essere tutt’altro che esaurito (piuttosto è ancora più forte), e già sembrerebbe che la Universal stia progettando un nuovo, ultimo, capitolo da dividere in due.

Fast & Furious 7 è nelle sale, in anteprima in Italia, dal 1° aprile.


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