Leggere insieme

Un albo per le parole interrotte

Marina Petruzio
15 novembre 2013

marina

C’è molta tensione in quest’albo. La si percepisce sin dalle prime pagine.
Quella tensione che caratterizza molti genitori quando qualcosa va storto.
C’è una mamma stanca che non ha voglia più di giocare, che ha bisogno che tutto fili liscio, che non ci siano imprevisti perché è così stanca ed arrabbiata che non riesce più a gestirli: un altro carico di lavoro genera solo ansia, ci si innervosisce, la rabbia ha la meglio, le parole scappano e sono urli.
Ma gli urli disintegrano i bimbi, li fanno andare in mille pezzi, fanno sentire loro il bisogno di essere invisibili ed a volte anche le parole si interrompono.
Anche se l’imprevisto potrebbe essere solo un po’ d’acqua per acquerellare i pastelli: l’acqua non c’è, “meglio così”, si sarebbe rovesciata sul tavolo, si sarebbero sporcati scarpe ed abiti e poi qui, siamo da un dottore!

C’è un papà che zittisce in modo categorico, un papà magari un po’ fuori luogo, poco presente forse.
Che forse sente più minacciosa la tensione della mamma nei suoi confronti che non il suo ruolo di papà, di genitore al cinquanta per cento.
La mamma ed il papà provano del rancore l’un l’altro ed il problema della loro bimba è solo un altro problema di cui occuparsi. E poi c’è la sorellina più piccola ed i piccoli, si sa, hanno bisogno di tante cure, catalizzano attenzione e tempo e così i più grandi, quelli arrivati poco prima – perché quando si è piccoli è sempre poco il percorso che si è fatto anche se si ha sei anni – diventano invisibili. Anche se non era quello il momento per giocare a non farsi vedere.
Ed anche qui dal dottore dove il problema della figlia dovrebbe essere prioritario ci sono solo tante parole, che diventano incomprensibili ai bimbi, facce scure, tensione ed una rabbia incontenibile che esplode anche qui davanti alla dottoressa. Come a casa la sera a cena quando si potrebbe stare assieme, trovare un momento di serenità ed invece le giornate pesanti, il lavoro, la casa, i figli…

Però qui c’è anche una bimba e non con sua sorella, una bimba di sei anni, di prima primaria!
Ci sono delle belle illustrazioni a tutta pagina che mostrano proprio quello che vede uno all’altezza di un seienne, a volte solo le gambe, a volte solo il viso…
Una bimba nel pieno della gioia e frenesia dei suoi sei anni che vorrebbe andare, scoprire, conoscere.
Che ride a fontanella di tutto, perché a ben pensarci sono tante le cose buffe che circondano un seienne e per le quali scappa da ridere: anche la dottoressa che parla col naso, bassina e grassa col camice bianco ed il cappotto rosso dove nascondersi per sentire i discorsi dei grandi senza essere visti, e lei è brava al gioco del non farsi vedere! Un cappotto rosso che odora di tanti profumi mischiati, uno sull’altro, come i colori dei tubetti rosso e arancione che messi nel bianco servono a colorare le facce delle principesse, ecco così. Ed anche un po’ odoroso di polvere.

E poi all’improvviso arrivano gli amici, quelli che vivono in un condominio sopra un pezzo di cielo dell’isola che non c’è: Verdina la gatta e il cane Saltagiù.
Perché, diciamolo, gli amici immaginari quando arrivano poi non è che a sei anni non servono più, che non se ne deve più parlare perché si è grandi ormai!, anzi…
Sono quelli che aiutano ad entrare a scuola il primo giorno, in un luogo sconosciuto pieno di sconosciuti che parlano tutto il giorno; loro che accompagnano a fare amicizia nell’ora di ricreazione, così come a fare pipì, che mettono in fila le parole quando queste non vengono fuori se non a tratti, interrotte. E allora loro si danno la mano e formano un filo sul quale farle scivolare…solo i grandi non li vedono, hanno perso questa bella capacità.
Sarebbe più facile ed utile per tutti saper guardare, osservare i bambini, poter interagire con i loro sogni, coi loro magici amici e farsi aiutare dal loro grande istinto alla vita, dalla loro meraviglia che guarisce tutto, anche la balbuzie. Quella stessa meraviglia che tesse un filo che lega mani grandi e piccine che hanno deciso di aiutarsi, come possono, in base alla loro grandezza.
Perché i bimbi possono stupirci con la loro capacità di resilienza di trovare una soluzione, mentre noi…
Bè, potessimo guardarci ci sarebbe da ridere, a volte, a fontanella!

Un albo serio e profondo che affronta con estrema tenerezza il tema della balbuzie e della forza dei bambini. Secondo Premio ex equo al “IV Concorso internazionale di libri per bambini e ragazzi” indetto dal comune di Schwanenstadt – Austria.

Marina Petruzio

Le parole interrotte
di Patrizia Rinaldi Illustrato da Bruna Troise
Collana: Il giardino delle nuvole
Ed.: A.G.Editions
Euro: 9,90
Età di lettura: dai 5 anni


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