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Cinema

Un amore trascendente per Lei

Giorgio Raulli
14 marzo 2014

1

Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) svolge un lavoro particolare: scrive lettere d’amore per chi ha difficoltà a esprimere i propri sentimenti; nel suo privato è invece un uomo solo e introverso che sta affrontando a malincuore un divorzio da Catherine (Rooney Mara). Un giorno acquista un sistema operativo parlante che sfrutta l’intelligenza artificiale, progettato per adattarsi ed evolversi: nel set-up iniziale sceglie una voce femminile e il Sistema si presenta come Samantha (Scarlett Johansson). Questa strabiliante e innovativa tecnologia affascina Theodore fino a che, rapito sempre di più dalle “capacità umane” di Samantha, si innamora di lei. Il Sistema operativo lo ricambia e fra i due inizia così un’insolita ma autentica storia d’amore.

2

Candidato a cinque premi Oscar, il regista Spike Jonze ha vinto la statuetta per la Miglior sceneggiatura originale per Lei, non grazie alle circostanze futuristiche, plausibilmente prossime alla nostra realtà, né in virtù degli interrogativi sull’etica dell’uso tecnologico nella società moderna: Jonze ha meritato l’Oscar per il suo geniale pretesto narrativo. Il film parla infatti di amore puro e semplice, di come una relazione possa nascere ed evolversi e, inevitabilmente, – almeno questa sembra l’amara conclusione della storia – finire. Il cambio di rotta vincente rispetto a qualunque altro film che esplori i sentimenti di romanticismo e dramma amoroso risiede nell’insolita natura spirituale e platonica di questa relazione: Theodore e Samantha diventano portavoce di un amore che trascende i limiti della fisicità, nato però dal bisogno soffocante di semplificazione della propria vita. La facilità con cui un Sistema Operativo così intelligente è in grado di coccolarti in tutti i sensi non può che rappresentare la via più sicura e semplice per una felicità reale e non virtuale.

3

Anche l’amica del protagonista, Amy (Amy Adams), troverà più soddisfacente il suo rapporto con il proprio computer che quello con il marito; in questo bizzarro futuro, fatto di un relazionarsi filtrato dalla rete e di colori quasi retrò, le macchine non sfuggono al controllo dell’uomo, bensì si evolvono in qualcosa di superiore e quasi metafisico che sfugge alla comprensione umana, in qualcosa di attraente e “normale”. L’elegante regia, forse anche troppo malinconica in certe sequenze, indugia moltissimo sul volto di Joaquin Phoenix, che  si dimostra un attore straordinario in una parte tanto complicata; anche Scarlett Johansson non è da meno, rinunciando alla sensualità della sua presenza scenica per riempire egregiamente esclusivamente con la voce gli spazi (motivo per cui il doppiaggio italiano purtroppo impedisce la piena comprensione della pellicola).

4

Lei, tra sentimenti (e talvolta sentimentalismi) e malinconie, riesce ad essere divertente e insieme molto profondo ed emozionante. Amare vuol dire accettare ed adattarsi ai cambiamenti dell’altro, uomo (o macchina?), in continua trasformazione: romantico e forse non così fantascientifico come si penserebbe, Lei lascerà il segno.

Giorgio Raulli


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