Musica

Un ballo in maschera festeggia l’estate scaligera

Eva Marti
1 luglio 2013

Oggi vi presentiamo la prossima opera in cartellone alla Scala di Milano, nonché ultimo appuntamento prima della chiusura estiva del teatro insieme al Lago dei Cigni. Si tratta di “Un ballo in Maschera”, opera di Giuseppe Verdi composta nel 1858 e andata in scena a Roma nel febbraio del 1859.

La storia ha un’inconsueta ambientazione nelle colonie inglesi in America nel 1600, scelta da Verdi per ovviare a problemi di censura. I personaggi principali sono il governatore di Boston Riccardo, il suo migliore amico e segretario Renato e la di lui sposa Amelia. Altro personaggio chiave è la maga Ulrica la quale, rivestendo una funzione simile a quella delle streghe nel Macbeth verdiano, predice il futuro di morte a Riccardo. Fra i tre protagonisti si crea un intreccio triangolare degno delle più tradizionali tragedie: a insaputa di Renato, Amelia e Riccardo si amano di un amore appassionato e drammatico, perché nato sotto il segno del tradimento. Tradimento dei voti matrimoniali per lei e del legame di amicizia per lui. Nonostante le apparenze Verdi, da acuto conoscitore dell’animo umano, ritrae dei caratteri a tutto tondo e risulta difficile da parte dello spettatore puntare il dito accusatore verso un personaggio o verso l’altro. Riccardo ad esempio è sì un uomo politico di valore e amato dai suoi sudditi, ma è anche un individuo reso fragile dalla passione amorosa, che lo spinge vicinissimo a tradire il fido Renato; allo stesso tempo però è qualcuno che riesce a dominarsi, facendo prevalere la ragione sull’istinto. Come spesso accade nelle tragedie però, le tempistiche sono beffarde e Renato, accecato dalla gelosia, uccide l’amico, prima di sapere che in realtà la moglie Amelia è pura e che Riccardo aveva rinunciato al proprio sentimento. Insomma, siamo davanti a una tipica trama da feuilletton ottocentesco ridotta all’essenziale che però Verdi è in grado di nobilitare al massimo grado con la sua sapienza musicale e teatrale.

La regia di questa nuova produzione scaligera, in collaborazione col Teatro Comunale di Bologna, vede responsabile della messa in scena il giovane regista Damiano Michieletto. Michieletto, spesso discusso per le sue regie operistiche moderne e irriverenti, darà probabilmente da parlare anche questa volta. La sua interpretazione dell’opera verdiana infatti prevede un’ambientazione contemporanea nel bel mezzo di una campagna elettorale di stampo statunitense. Questa si concentra sulla figura di Riccardo come leader politico compromesso col potere e circondato da una schiera di elettori festanti. Altro momento di grande attualizzazione è quello di Ulrica, che vedremo trasformarsi da maga in guru televisiva che irretisce la massa. Anche la scenografia di Paolo Fantin si distanzia dalla tradizione, con uffici amministrativi, tribune sportive e grandi slogan elettorali. Insomma, se ne vedranno delle belle! Sul palcoscenico alla prima del 9 Luglio Marcélo Alvarez (Riccardo), Zeljko Lucic (Renato), Sondra Radvanovsky (Amelia), Marianne Cornetti (Ulrica). A dirigere la Filarmonica della Scala il giovanissimo Daniele Rustioni.
Otto repliche fino al 25 Luglio.

Eva Marti


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