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Musica

Un Beethoven soprannaturale

Daniel Seminara
8 gennaio 2013

“Nella sua musica possiamo percepire le pene, fisiche e sentimentali, e il destino che gli fu sempre avverso.” È con queste parole che il Maestro Riccardo Muti presenta il programma del concerto interamente dedicato a Beethoven, che lo vedrà protagonista il 10 gennaio (repliche i giorni 11,12 e 15) al Symphony Center di Chicago. Al suo fianco ci saranno la Chicago Symphony Orchestra e il pianista Radu Lupu.

La considerevole produzione di Beethoven spazia attraverso molti generi e la sua penna ha scritto pagine entrate nella storia della musica. C’è un ambito dove però il maestro di Bonn ha lasciato un solo lavoro: il melodramma. Fidelio è infatti la sua unica opera, sfortunata vittima di una sorte avversa alla sua presentazione e soggetta a continui riadattamenti e modifiche, di cui le ben quattro versioni dell’ouverture sono testimoni. La più celebre tra queste è Leonore no. 3, che con la sua carica di drammaticità fa sentire tutto il destino beethoveniano, e che è oggi entrata a far parte del repertorio dei concerti sinfonici. È proprio questa ouverture ad “aprire” letteralmente le danze.
Dalla Leonore della maturità artistica passiamo al Concerto no. 1, brano con cui il Beethoven pianista debutta nella sua prima apparizione pubblica a Vienna. Siederà alla tastiera Radu Lupu, campione del repertorio beethoveniano, di cui ha inciso l’integrale dei concerti, e pianista che ha con Muti una collaborazione storica.

La serata non potrebbe concludersi meglio che con la terza Sinfonia “Eroica” che, per le sue caratteristiche, per l’organico, le sonorità e la lunghezza sconvolge il termine stesso di sinfonia.
La presentazione del Direttore Muti si conclude con: “Era sempre molto infelice ma nonostante questo in ogni sua composizione si può ritrovare un messaggio di gratitudine al Dio-Natura”.
Un Beethoven letto dunque in chiave trascendentale e spirituale in una serata che, ai fortunati che potranno assistervi, si preannuncia all’insegna della grande musica.

Daniel Seminara


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