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Arte

Un dialogo fra ontologie: Tezuka e Heidegger

Luca Siniscalco
7 agosto 2013

tezuka

Shiki soku ku (“il fenomeno, cioè l’essenza”), ku soku shiki (“l’essenza, cioè il fenomeno”).

In questa concisa e apparentemente contraddittoria asserzione si coglie il nesso di una conversazione in cui la coincidentia oppositorum appare sfondo costante di un domandare che assurge ad emblema del confronto millenario fra Oriente e Occidente.
Il non-detto è quanto merita realmente di esser meditato, così perlomeno nel confronto fra due giganti del Novecento: il professore giapponese di Letteratura tedesca all’università imperiale di Tokyo, Tomio Tezuka, e il filosofo tedesco di Friburgo, Martin Heidegger.
Il volume riporta la descrizione dell’incontro fra i due intellettuali, avvenuto alla fine di marzo del 1954, attraverso le parole di Tezuka, che pare attento ad una narrazione raffigurante il dialogo nel suo reale svolgimento. Il testo è dunque decisivo per una ricostruzione plausibile di un incontro che Heidegger impiegò nel suo saggio “In cammino verso il linguaggio” astraendolo da ogni contingenza per proiettare in esso le principali questioni della propria filosofia.
Dalle memorie di Tezuka emerge l’influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale, l’interesse riposto dal filosofo nella cultura giapponese – andando a smentire la tesi di un ascendente esclusivamente occidentale del pensiero heideggeriano – nonché numerosi aspetti della vita privata dell’intellettuale tedesco. Fra i temi dibattuti: la prospettiva del buddhismo Zen, l’arte, il rapporto fra fenomeno ed essenza, il vuoto (inteso come costituente del modo originario di tutte le cose), la poesia di Rilke e Hölderlin, ma soprattutto il linguaggio e la sua connessione con i concetti di “cosa” (Ding) e “oggetto” (Sache).
Ad aiutare il lettore nella comprensione delle tematiche emergenti in modo frammentario nel dialogo interviene la colta e approfondita postfazione di Leonardo Vittorio Arena, grande orientalista italiano che suggerisce un possibile incontro fra Oriente e Occidente proprio nello spazio aperto offerto dalla categoria del vuoto/nonsense. Le tematiche heideggeriane del rapporto fra Essere e Nulla, della verità come disvelamento, dell’“essere per la morte” (Sein-zum-Tode) e del linguaggio come “casa dell’Essere” vengono affrontate comparatisticamente con categorie di pensiero orientali, andando a definire un orientamento filosofico che superando il platonismo configuri una nuova connessione fra fenomeno ed essenza. “La maggior prossimità dei Giapponesi all’origine potrebbe darsi proprio nella supremazia del gesto sul concetto”.

Luca Siniscalco

“Un’ora con Heidegger. Oriente e Occidente”, di Tomio Tezuka, a cura e con saggio di Leonardo Vittorio Arena, Mimesis, 2013, 70 pp.


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