Cinema

Un film mai girato: Argo

Giorgio Raulli
9 novembre 2012

Durante la rivoluzione islamica di Teheran nel 1979, alcuni militanti irrompono nell’ambasciata americana prendendo una cinquantina di ostaggi tra le persone del corpo diplomatico. Sei funzionari riescono a fuggire e si rifugiano presso la residenza dell’ambasciatore del Canada Ken Taylor (Victor Garber). Il governo statunitense sceglie l’agente della CIA Tony Mendez (Ben Affleck) per organizzare un piano di liberazione: in Iran viene quindi inscenata una ripresa cinematografica di un fittizio film di fantascienza intitolato Argo.

Le vicende di “Argo” sono fatti realmente accaduti a Teheran. Il film descrive quello che è stato il cosiddetto Canadian Caper, ossia l’operazione segreta voluta da Stati Uniti e Canada per riportare a casa degli ostaggi americani rimasti bloccati nella residenza dell’ambasciatore canadese.
I tre scenari proposti nella pellicola sono nettamente diversi tra loro. L’Iran ci comunica con i tipici colori caldi di quei luoghi orientali le tensioni che si traducono in azione e adrenalina; gli uffici della CIA invece sono il posto dove nascono le strategie e le tensioni, dove la razionalità dovrebbe avere il sopravvento, e infatti siamo in un luogo freddo e ben definito. Infine c’è il mondo della finzione cinematografica, ci sono la troupe e le macchine da presa: un mondo frizzante e vivo che si scontra nettamente con la dura realtà. Alla sua terza regia, Ben Affleck dimostra di avere un buon occhio per scovare le storie giuste da raccontare al pubblico, sapendo scegliere bene sia i suoi collaboratori – in questa pellicola la sceneggiatura è di Chris Terrio -, sia il cast (qui tra gli altri troviamo Bryan Cranston, John Goodman e Alan Arkin). La sua regia tutto sommato non troppo incisiva rende il film godibile, non fosse che per la sua ostinazione a porsi anche davanti alla cinepresa nei panni del protagonista, caratteristica che ormai accompagna quasi tutta la sua carriera, non solo di film da lui diretti ma pure di quelli in cui hanno lavorato gli altri fratelli Affleck o i noti amici e colleghi come Matt Damon. “Argo” ha dalla sua parte una storia (vera) incredibile, che si presta particolarmente ad essere tradotta sul grande schermo.

Giorgio Raulli


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