Advertisement
Leggere insieme

Un “giornalino” decisamente particolare: Gian Burrasca by Federico Maggioni

Marina Petruzio
5 gennaio 2014

3252-Sovra146x210.indd

Ma non solo. Pubblicato da Piemme Edizioni nell’oramai celebre collana Il Battello a Vapore, “Il Giornalino di Gian Burrasca” possiede altri due padrini d’eccellenza oltre a Federico Maggioni, che di giornalini per bambini e ragazzi ne ha curati e diretti. Sembra dunque essere il prescelto naturale per illustrare questo nuovo volume, caratterizzato dai suoi umoristici disegni in “ black”, in rilievo sulla sovracoperta che richiama il verde del Giornalino originale che la mamma regala a Giannino per il suo compleanno.
Il premio Nobel Dario Fo ne cura l’introduzione e Roberto Denti, l’indimenticabile fondatore della storica Libreria dei Ragazzi di Milano, lo chiude con una nota di approfondimento.

“Il Giornalino” è un libro leggibile in autonomia a partire dai sette/otto anni ed è adatto ad una lettura a voce alta a partire dai sei e poi su, sino ad un’età adulta. Tutte le volte, nelle diverse fasi della vita, se ne coglie un aspetto nuovo che fa del libro un testo sempre moderno, senza tempo.
Scritto da Luigi Bertelli, in arte Vamba, il giullare di corte in Ivanhoe – proprio a sottolineare una certa scrittura umoristica, quasi da racconta-storie, fatta per sensibilizzare verso tipi umani, vizi e virtù di un’epoca che cambia – fu pubblicato diviso in cinquantadue puntate sul “Giornalino della Domenica” da lui diretto, per essere rilegato in volume solo nel 1912.

Da una parte chiara denuncia politica, dall’altra duro attacco ad una pedagogia antica basata su una voluta incomunicabilità famigliare, regolata sui rigidi parametri di rispetto e decoro dell’allora borghesia che non ammetteva comportamenti non omologati, dove manca totalmente il rispetto per l’infanzia e per i suoi diritti e dove è subito chiaro che linguaggio degli adulti e linguaggio dei più piccoli appartengono a mondi differenti dove sicuramente quello meno sincero è proprio quello dei genitori.
É la raccolta delle lotte metodiche ed incondizionate che Giannino si trova a dover portare avanti da solo, senza un piano preciso ma solo per reazione, che lo portano una marachella dopo l’altra ad essere considerato la rovina della sua famiglia.
Al contrario Giannino è un bambino che lasciato in punizione nella sua camera, spesso offeso anche dalle punizioni corporali inflitte da un padre troppo severo e sordo alle esigenze del tardivo figlio maschio, od altrimenti costretto a minestra di cappellini da colazione a cena per settimane, nella sua forzata solitudine deve trovare le sue risposte passando dalla rabbia alla vergogna anche per l’odiato nomignolo Gian Burrasca, ad un sentimento di vendetta altalenando tra i sentimenti affettuosi che prova per la mamma e le sorelle.

Letto in età adulta direi un grave attacco alla genitorialità, un saggio umoristico su come non essere dei genitori modello!
Ma sia chiaro, agli occhi di un bimbo Gian Burrasca ha il fascino dell’indipendenza, della marachella organizzata, della creatività, della burla che fa ridere. Come quando per render colti dei contadinelli e spiegar loro del serraglio delle belve feroci dipinge con colori ad olio, di difficile pulitura, in rosso e verde, il cane della zia Bettina trasformandolo in un leone, il maialino rosa evolvendolo in un verde coccodrillo con tanto di coda legata alle zampe posteriori, il ciuchino zebra a righe rosso e, per finire, trasformando il piccolo Pietrino in una scimmietta da far penzolare all’albero di melo!!
“Il mi figliolo” urla la mamma correndo dai campi e Tommaso, che ogni sera pretende anche se stanchissimo la marachella di Giannino: “Ma come parlano questi due!!”. Eh sì, perché l’altro elemento che colpisce in questo incredibile libro di oltre un secolo fa, è il linguaggio che Vamba inventa per far presa sul suo giovane pubblico, un linguaggio che non vuole essere imitativo di quello dei giovani d’allora, ma così discorsivo da contenere espressioni di uso famigliari e modi di dire che appartengono ad un linguaggio regionale.
Altro passo affascinante è la permanenza al collegio Pierpaolo Pierpaoli dove Giannino, confinato,  si trova a far parte di un’organizzazione addirittura segreta la “Uno per tutti, tutti per uno!”, che lavora alle spalle e ai danni della rigida direzione dei proprietari del collegio, arrivando persino a svelare il segreto della ricetta della tanto attesa minestra di magro della casalinga del venerdì sostituita in extremis da una gustosa – ed altrettanto famosa per quelli della mia generazione – Pappa al Pomodoro!
Insomma quanti ricordi e che risate! Per quello che è sicuramente stato per noi Il libro delle vacanze…

E voi che avete la mia età mi raccomando: “Calpurnio”!

Marina Petruzio

“Il Giornalino di Gian Burrasca”
di Vamba
illustrato da Federico Maggioni
Ed.: Edizioni Piemme
Collana: Il Battello a Vapore
Euro: 14,00
Età di lettura: dai sei anni per tutti!


Potrebbe interessarti anche