Leggere insieme

Un leone dentro

Marina Petruzio
20 agosto 2017

Un leone dentro di Rachel Bright e illustrato da Jim Field è un albo di Zoolibri, ma potrebbe anche essere un cartone animato di Zoolibri, una forma un po’ più dettagliata di storyboard, un’idea per un’animazione.

Mezzicampi, zoommate repentine per primi piani e macro dettagli, qualche campo aperto per includere la scena e dare qualche coordinata spazio-temporale, protagonista e co-protagonista, un po’ di suspence su lieto fine, ma soprattutto la curiosità di sapere che ci fa un topolino dalle grandi orecchie rosa con pinces e occhi gialli, altrettanto grandi, nella savana. Dico, un topolino tra rinoceronti, elefanti, zebre, gazzelle, gnu, giraffe e…leoni. Tutta gente di un certo…peso!

Certo, casa carina eh, gialla con tetto e infissi rossi come la porta all’inglese, zerbino, siamo nella savana, un sacco di polvere, ma…alla base di un totem di pietre e pietroni, nell’interstizio tra un masso e un massone, ha costruito la sua casa, posto la sua residenza e messo le tende, alle finestre…Un topo nella savana non ha vita facile, era così minuscolo, così incredibilmente piccolo, che nessuno lo notava, mai.

Vita durissima, piena di insidie e pericoli, ma non perché cacciato dagli altri animali, no – che tipo di bocconcino prelibato poteva essere! – non lo vedevano neppure. Nessuno degnava il suo flebile, seppur urlato a gran voce CIAO!, così spesso finiva schiacciato o calpestato, tagliato fuori da ogni cosa, ignorato e dimenticato. Si…la vita del topolino era proprio difficile.

Ma uno che piazza la sua casa tra massi e massoni è comunque un tipo tosto, anche se forse non lo sa o non se lo sente dentro. Dentro uno così vorrebbe avere un leone, uno di quelli che dominano dall’alto e che non finiscono mai schiacciati o calpestati perché a loro basta un semplice roarrrr per schiarirsi la voce dopo tutto quel sonnecchiare scaldato dal sole, per mettere i puntini sulle i.

Un leone dentro è quello che vorremmo poter avere dentro tutti almeno una volta nella vita, per ruggire alle ingiustizie, per diventare all’improvviso visibili, per non essere sempre…calpestati! E per sentirsi meglio, più sicuri di sé e con sé stessi.

Quindi occorre imparare a ruggire…

E questa è la storia buffa di come un topolino decise un giorno di imparare a ruggire.

Di cambiare le cose e per farlo doveva cambiare sé stesso. Smettere una buona volta per tutte con quei flebili e insignificanti oooww! ouch! squeak! E di cominciare a parlare emettendo dei roboanti roar…magari più determinati…e diventare veramente GRRrrrrrr! Esattamente come il leone che stava lassù, sopra il totem di pietre e pietroni, tutto il giorno a scaldarsi al sole.

Per farlo doveva avere un maestro, prendere ripetizioni e per fare questo lo aspettava una scalata, una strada impervia disseminata di ossa perfettamente spolpate è ormai seccate da un torrido sole che non dava mai tregua. Doveva scalare il totem!

Così, deglutendo sonoramente, passo dopo passo, cominciò a salire e salire finché, mentre si alzava in punta di zampette, si ritrovò improvvisamente naso a…naso con un poderoso e terrorizzato EEEEEEAK!!!

Perchè questa in realtà è la storia di una grandiosa amicizia. Perché tutti abbiamo, o dovremmo avere, un topolino e un leone dentro.

 

Un leone dentro
scritto da Rachel Bright e illustrato da Jim Field
tradotto, tra un ruggito e una risata, da Zoolibri
collana Illustrati
edito Zoolibri
euro 16
età di lettura dai 4 anni


Potrebbe interessarti anche