Letteratura

Un libro per finire (e cominciare) bene l’anno

Virginia Francesca Grassi
30 dicembre 2012

Come trascorrono le feste i detective Sellerio? La casa editrice, in continuità con “Un Natale in giallo”, uscito l’anno scorso, ha rinnovato il proprio impegno nella creazione di un’antologia scritta a soggetto: in “Capodanno in giallo” gli autori sono stati infatti chiamati ad inserire i propri investigatori in un’ambientazione insolita come quella della notte di San Silvestro. La sfida è ovviamente quella di far risaltare la personalità dei protagonisti grazie ad una cornice che prescinde dalle vicende criminose che sono soliti dover affrontare. “Homo fictus” si trasforma, si anima di vita autonoma: con i propri pregi e difetti, rivela la propria natura, calato com’è in una giornata di ordinaria quotidianità – o quasi.
E così Andrea Camilleri ci regala un Salvo Montalbano che sogna di gustare i mitici arancini della brava Adelina, ma che suo malgrado si ritrova a scansare una serie di inviti indesiderati e a salvare la figlia di un amico. Ecco poi la Casa di Ringhiera e le sue commedie degli equivoci, grazie ai personaggi di sempre nati dall’inventiva di Francesco Recami, come il nostro Amedeo Consonni, dilettante del crimine, il nipotino Enrico, la ficcanaso Mattei Ferri. Scendiamo nella Roma di Antonio Manzini e del vicequestore Rocco Schiavone, alle prese con la drammatica morte di un clochard – tagliente, toccante, un pugno nello stomaco. Volta la pagina e sarai ad Istambul, con la libraia tedesca nata dalla penna di Esmahan Aykol: assieme ai simpaticissimi Fofo e Pelin, Kati Hirschel andrà alla ricerca della sua amica Lale, che si è come volatilizzata tra le vie soffocate di gente della città. “Una lunga astinenza, con punte di idiosincrasia, da tutti i riti chiassosi che l’umanità riteneva obbligatori” è quello che solitamente Gian Mauro Costa riserva all’elettrotecnico-investigatore Enzo Baiamonte, ma decisamente non in questo Capodanno, movimentato da loschi affari e tradimenti. Ironico, irriverente, irresistibile, il racconto di Marco Malvaldi che vede come protagonista il barrista Massimo Viviani – ma senza i terribili vecchietti –, alle prese con un delitto e con la misteriosa Loggia del Cinghiale
Un piccolo gioiello per tutti gli appassionati del buon giallo italiano, imperdibile per gli aficionados che vogliano rincontrare i compagni di inchiostro e carta di sempre, una delizia per chi è invece in cerca di nuovi spunti e nuove penne a cui affidarsi.

Virginia Grassi

“Capodanno in giallo”, Sellerio Editore Palermo, pp. 288.

Elenco dei racconti
Andrea Camilleri – Una cena speciale
Francesco Recami – Capodanno nella casa di ringhiera
Antonio Manzini – L’accattone
Esmahan Aykol – Rubacuori a Capodanno
Gian Mauro Costa – Il Capodanno di Atlante
Marco Malvaldi – Il Capodanno del Cinghiale


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