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Cinema

Un Natale glaciale per la Disney

Giorgio Raulli
27 dicembre 2013

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Con Frozen – Il regno di ghiaccio, la Disney prosegue nella sua idea di unire la fiaba/musical più tradizionale a trama e dialoghi più moderni e vicini al pubblico giovane di oggi, come già era stato per Rapunzel. Della fiaba di Andersen alla quale si fa esplicito riferimento, La regina delle nevi, di cui da moltissimo tempo si parlava in merito a una sua possibile trasposizione cinematografica, come era stato per per La Sirenetta, non resta nulla… forse solo la neve: le sorelle Anna ed Elsa (doppiate rispettivamente da Serena Rossi e Serena Autieri) sono state tenute lontane l’una dall’altra da quando i poteri magici della seconda hanno messo in pericolo la prima. Dopo molti anni, alla vigilia della sua incoronazione, non reggendo alla pressione e alle proprie insicurezze, Elsa fugge congelando tutto il regno. La sorella Anna decide allora di andare a riprenderla, insieme al rude Kristoff e al pupazzo di neve Olaf (Enrico Brignano).

"FROZEN" (Pictured) OLAF. ©2013 Disney. All Rights Reserved.

Questo film firma definitivamente l’entrata della Disney in una nuova era, un’epoca che ahimè non può proprio vantarsi di capolavori come Robin Hood o La Bella e la Bestia, dove le parti musicali, sia melodie che parole, non generano più quella magia di un tempo, pur restando decisamente parte integrante della storia. Detto questo, però, si deve anche capire che la società ed il pubblico sono cambiati: se Biancaneve uscisse nei cinema oggi non appassionerebbe le giovani menti e i  cuori del pubblico moderno. Frozen deve perciò incontrare il favore di chi conosce alla perfezione il mondo di Spongebob e ignora completamente Le avventure di Bianca e Bernie: il nuovo film Disney si lascia guardare (o ammirare, per la spettacolarità di alcune scene 3D) con la consapevolezza che il nuovo che avanza non deve per forza essere sinonimo di bassa qualità.

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Intessendo una trama accattivante e dai sapori più contemporanei, resta fondamentale la filosofia disneyana secondo cui l’amore è la forza motrice più potente del mondo; un amore moderno, fondato sull’esperienza e sugli errori, un amore incondizionato per la famiglia e per la propria natura. Sdoppiando la figura della principessa protagonista, Anna ed Elsa incarnano tutte queste sfumature: se da un lato Anna intraprende un faticoso viaggio per il forte legame che la lega alla sorella, un’avventura che la porrà anche di fronte a nuove emozioni e tentazioni, Elsa (come fu per Ralph Spaccatutto) soffre per la propria natura e quella dei propri poteri non riuscendo ad accettarsi.

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Infine, il personaggio di Olaf, cui è affidato principalmente il ruolo comico della pellicola, è invece tutt’altro che piatto, rappresenta una sorta di innocenza matura, un romantico che è tuttavia consapevole di amare ciò che non può avere, rivelandosi nel suo piccolo un vero e proprio eroe Disney, alla continua ricerca della gioia di vivere. Immancabile anche il cortometraggio d’accompagnamento, che stavolta svela le due anime di Topolino, una più remota e classica (disegni in bianco e nero in vecchio stile) l’altra moderna, in tre dimensioni.

Giorgio Raulli


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