Leggere insieme

Un ottimo lavoro

Marina Petruzio
26 giugno 2016

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Un ottimo lavoro, sì! Questo libro illustrato per Sinnos che lo pubblica con grande coerenza in un formato comodo, di facile maneggiabilità e lettura, grazie al font leggimi ad alta leggibilità. Per le illustrazioni di Iban Barrenetxea, così precise, puntuali nel tracciare la storia, i costumi, umoristiche nel loro seguire un falegname dalle mani d’oro che fra indicibili calamità, gigantesche fatalità, tremende contrarietà e spaventose tragedie riuscirà pur sempre a fare “un ottimo lavoro, signor falegname“!
La frase si ripete come un ritornello, sottolineando la teatralità della scena caratterizzata dal luogo e dai personaggi che vi prendono parte: il Medico, la Baronessa, il Primo Ministro e il Cardinale e ovviamente l’intrepido Barone Von Bombus, che ai più grandi non potrà non ricordare un altro Barone Von qualcosa…fosse solo per l’inseparabile Pickelhaube, l’elmo a punta, che indossa anche a letto, la stazza e naturalmente il baffo!

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Il Barone Von Bombus, eterno bambinone impegnato al gioco della guerra, per guidare sul campo di battaglia i suoi uomini in audace assalto contro il nemico – fosse in carro armato, aereo o in nave – non riuscendo mai ad evitare i potenti mezzi di quel nemico, di volta in volta lasciava sul campo pezzi suoi. Un braccio, una gamba, due braccia, due gambe e poi…pezzi che nella confusione assordante di uomini e mezzi, tra esplosioni e macerie, non fu mai possibile recuperare.

Che impegno per la Baronessa un Barone sì piccino e a pezzi!!

2

Allora ecco che il falegname trova la sua collocazione in scena. Essendo epoca bismarkiana e non bionica, a Firmìn l’arduo compito di ricostruire i pezzi mancanti del Barone guerrafondaio, a lui che costruiva anche giocattoli e uomini meccanici capaci di cantare e ballare.

E sempre non disattende le aspettative il buon Firmìn, neppure sul braccio di legno ben tornito e in un sol pezzo che lavora per due giorni e per due notti.

Sembra perplesso Firmìn portandosi la mano alla bocca, non si sa se più per l’orrore della notizia del Barone mutilato o per sé e per l’impresa di alta falegnameria, ricostruzione e montaggio che lo attendeva. Di gran lunga l’incarico più strano che avesse ricevuto in vita sua! Gli costò due giorni e due notti di lavoro con matita, seghetto, martello e scalpello, ma quel che ne risultò fu un ottimo lavoro!

E lo fu sino alla fine! Sino a che ogni pezzo dello sprovveduto Barone Von Bombus, sempre a caccia di nemici da abbattere, da distruggere e da liquidare, non venne opportunamente tornito e sostituito con un articolo simile ma di legno…testa inclusa!
E non c’è storia che, cominciando con un C’era una volta, non finisca con un e vissero felici e contenti, almeno per il momento, Firmìn lo sembra!

3

La costruzione è teatrale, l’illustrazione sta come su un palcoscenico – il pavimento a mattonelle di marmo della camera del Barone – rigida e immutabile: sulla doppia pagina sempre a sinistra troneggia il grande letto in ferro battuto con blasone del Barone, mentre a sinistra i personaggi, sempre gli stessi, disposti come a disegnare una immaginaria prospettiva.
In uno tono che spazia dal bianco al nero, passando per diversi grigi, dove i bianchi di colletti di pizzo, grembiuli e tonache creano un contrasto che va a spezzare un effetto mono tono.
Il Tiziano di due testé ricciolute va in particolare modo seguito perché ciò che geneticamente somiglia, generalmente attrae, non si sa mai…

4

La narrazione è piacevolmente comica e ironica, in un altalenarsi di frasi che seppur diverse e fantasiose per aggettivi usati riportano sempre alla stessa situazione, in un rimando continuo dove Firmìn si trova a dover correre in assoluta velocità che corrisponde a calamità, in assoluta prontezza che è anche fatalità, evitando perdite di tempo che son contrarietà, sin al più in fretta delle altre volte che cela spavento e tragedia.

Nelle illustrazioni di Iban Barrenetxea una nota va dedicata al costume. I personaggi, siano essi dei giganti, i nani di Biancaneve, la servetta dai capelli color tiziano o Firmìn, indossano abiti che rispecchiano perfettamente condizione e epoca, con note di grande raffinatezza come la cravatta nera a pois bianchi sul completo gessato del Primo Ministro di questo albo.

Una lettura decisamente divertente, un ottimo lavoro!

 

Un ottimo lavoro
di e illustrato da Iban Barrenetxea
Tradotto dallo spagnolo: Albeiro Gaona Ortiz
Collana: I narratori a colori
Edito: Sinnos Editore
Euro: 11,00
Età di lettura: dai 6 anni
NB: è un libro per tutti, scritto con il font leggimi per agevolare la lettura e diventare, fin da piccoli, grandi lettori


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