Leggere insieme

Un piccolo cappuccetto rosso

Marina Petruzio
18 marzo 2017

Un piccolo cappuccetto rosso di Marjolaine Leray, edito da Logos nel 2014, non è certo un’ultima uscita, ma è un albo di cui vale sempre la pena parlare e che vale sempre la pena leggere, perché non è proprio la solita storia di Cappuccetto rosso, anzi… Questo albo, dal piccolo formato rettangolare, va ad alimentare le fila di quegli albi rivolti all’infanzia le cui piccole protagoniste sono delle bambine terribili. E questa lo è a pieno titolo e anche di grande soddisfazione!

 

Dotata di molta ironia, nessuna paura del lupo smilzo, appuntito e nero – che le bambine terribili di paura non ne hanno! – Cappuccetto rosso, tratteggiata veloce con un pastello grasso di un rosso intenso, gambette pari a un rigo ed elfici piedini neri, ha come unico elemento espressivo un trattino a metà del suo rotondo viso, il suo naso. Niente occhi. Niente bocca.

Quindi, naso puntato a terra, Cappuccetto rosso cammina assorta, ma non così assorta da non vedere il lupo o quel che fa presagire un lupo: le sue lunghe… pelose… nere…zampe.

Non curante Cappuccetto rosso passa e non degna il Lupo neppure di un sopracciglio alzato e ancor meno di un naso alzato. Tempi duri per i lupi. Ma forte della sua lupesca fama e fame al Lupo non par vero di riuscire ad acchiappare senza fatica e indugio la piccola sprovveduta con il solo sforzo di allungare le proprie braccia…ops! zampe!

E com’è e come non è, da lì al ritrovarsi seduta sopra la tavola da pranzo del Lupo è stato un attimo. Tovagliolo candido al collo, fauci spalancate, senza troppi preamboli, il lupaccio si accinge a mangiare carne rossa e al sangue anche se vestita di tutto punto!

 

Ingenuo.

Mi soffermerei sui significati variegati di questo vocabolo e soprattutto sul tono con il quale leggerlo, pronunciarlo, scandirlo.

Ingenuo si incoronò imperatore, così come il Lupo si è incoronato furbo tra i furbi, a cui piace giocare facile: rapire una bambina che passeggia e che sa di non dover badare agli sconosciuti è facile ed estremamente scorretto, come spesso sono i lupi affamati.

Ma così come poi si diede danno, Ingenuo il re dei furbi, così l’ ingenuo furbo tra i furbi accetta la caramella che neppure il rosso acceso pari alla mela avvelenata della fiaba della porta accanto lo fa riflettere un attimo. Eh, si sa…la fame!

Ingenuo perché anche quel piccolo cappuccetto rosso col naso direzionale sa…che non si prendono caramelle dagli sconosciuti!

Ingenuo Lupo re dei furbi si è preoccupato del tovagliolo, usanza molto ben accolta dal bon ton della tavola, ma molto poco del suo alito lupesco. Colpito nell’orgoglio e nel vivere civile, non può che capitolare davanti all’infrazione di una regola che sta alla base della buona accoglienza in qualsivoglia tipo di società quindi…prima di mangiarsi in un boccone carne rossa al sangue alias piccolo cappuccetto rosso deve trovare un rinfresca alito. E la piccola non si farà trovare impreparata.

Hai l’alito che puzza! Io? Prendi una caramella…manda giù.

Ingenuo.

 

Il gioco è fatto, un vero lavoretto da bambina terribile! Tra dolori atroci, l’Ingenuo re dei lupi soccombe tra i più atroci dolori. Bocca e corpo macchiati di rosso mai sapremo il gusto delle caramelle ma possiamo ben immaginarlo.

Ingenuo sì, è il caso di dirlo. Che le bambine terribili spesso l’hanno sì quell’arietta ingenua, è mai possibile che dopo tutti questi anni i lupi ancora non lo abbiano capito? Ingenui…

 

 

Un piccolo cappuccetto rosso
di e illustrato da Marjolaine Leray
tradotto da Francesca Del Moro
edito Logos, 2012
collana Illustrati
euro 12,00
età di lettura per tutti!


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