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Un semplice cinema

staff
24 novembre 2011


Potrebbe capitare che una donzella nel fiore dell’età, sia single. Potrebbe capitare che abbia intenzione di andare al cinema. Potrebbe capitare che i suoi amici non siano interessati a vedere lo stesso film che vuole vedere lei. Potrebbe capitare che le sue amiche più intime, che condividono il suo interesse per il grande schermo, siano sparse in diverse zone d’Italia per ricongiungersi con i loro “morosi”. Potrebbe capitare che abbia veramente molta voglia di andare al cinema e di non aspettare il ritorno delle suddette amiche. Cosa dovrebbe fare? Potrebbe capitare che la giovane donna decida di mettersi in macchina e andare al cinema comunque, ignara di cosa l’aspetta. Cosa penseranno gli altri vedendo la povera anima solitaria al cinema? La scruteranno per cercar di capire cosa ci sia in lei che non vada.
Un ragazzo, con accanto la sua fidanzata, la guarda. Lei se ne è accorta. Ha alzato un paio di volte la testa e lui era li che la fissava. Forse si starà chiedendo come mai non ci sia nessuno al suo fianco. Eppure “sembra così normale”. Ha due occhi, due braccia e due gambe. Possibile che lei non abbia amici? Possibile che lei non abbia un fidanzato? Possibile che lei non abbia un lontano parente o un vago conoscente disposto ad accompagnarla? Possibile? Nella mente del ragazzo si susseguono queste domande. Eppure la ragazza solitaria appare rilassata, calma, serena, con i suoi pop-corn in mano. Si siede, ti toglie la giacca, appoggia la borsa per terra e aspetta che il film inizi. Ma gli sguardi “misto pena e compassione” dello sconosciuto non terminano. Le occhiatine dubbiose non cessano. Alcuni presuppongono che il fidanzato sia in bagno o che stia cercando parcheggio. E invece no, non arriva nessuno. E’ circondata da coppie, a destra e a sinistra, ma lei continua ad aspettare che la pellicola inizi, come se niente fosse. Chissà come sarà triste la vita di questa ragazza! Chissà quale umiliazione starà provando in questo momento? Sicuramente tra poco scoppierà in lacrime e abbandonerà la sala prima che il film inizi. Non riuscirà a sopportare la vista delle giovani coppie accanto a lei. Si sentirà sola e spaesata. Si sentirà diversa. Fuori luogo. E andrà via.

Invece le luci si abbassano e lei resta lì ferma, immobile. Il film inizia, prosegue e termina. Le luci si riaccendono e gli occhi del ragazzo fidanzato sono ancora su di lei. Lui le accenna su sorriso che dice “sei così carina, mi dispiace tu sia sola, la prossima volta ti ci accompagnerei volentieri io al cinema”. La ragazza solitaria lo guarda e gli dice: “Cosa hai da guardare?”. Il ragazzo è pietrificato, la fidanzata anche. “Sarò anche venuta al cinema sola, ma con uno come te… mai!”.

LE COSE SAREBBERO POTUTE ANDARE COSI’, MA SONO ANDATE DIVERSAMENTE: IL CRETINO HA CONTINUATO A GUARDARLA E LEI, RIDENDO SOTTO I BAFFI E SCUOTENDO LA TESTA SI E’ RIVESTITA ED E’ ANDATA VIA, DOPO ESSERSI GODUTA IL FILM.

In macchina ha riflettuto su quanto la vita sia strana, su quanto sia ridicolo che nel ventunesimo secolo una ragazza al cinema da sola possa suscitare tutto questo scalpore. Non lo dirà a nessuno. Non dirà a nessuno che è andata a veder un film da sola. Anche le sue amiche potrebbero vederci qualcosa di strano. Lei è divertita, ha sorriso mille volte, aspettando che il film iniziasse, nell’immaginare i pensieri di coloro che la guardavano. Nel 2011 un cinema, un film e una ragazza solitaria possono ancora generare queste situazioni. A voi sembra assurdo? A me sì.
Io al cinema da sola non ci sono mai andata, ma ci andrò. Sarà un esperimento. Voglio proprio stare a vedere cosa accadrà!

 

St.efania