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Letteratura

Un talento pirotecnico: tutti i colori dell’arcobaleno per Fabio Rizzoli

staff
11 marzo 2012

Ci sono 91 racconti brevi: tanti quante sono le giornate comprese tra il 21 dicembre e il 20 marzo, diversi quanto sono mutevoli gli umori dei nostri giorni, brevi – appena due pagine per ciascuno – perchè vanno assunti “in dosi omeopatiche, ossia ridotte ma costanti”.
Fabio Rizzoli – bolognese, classe 1974, ghost-writer e giornalista – a marzo dell’anno scorso ha avuto la pazza idea di reinventare il lunario, un genere che affonda le proprie radici nel lontano Medioevo.
Gli ha dato carattere grazie al suo stile, personalità grazie alla sua fantasia sfacciata. Ci ha azzeccato: “L’Almanacco dei giorni migliori” ha conquistato le simpatie di critica e pubblico, e ora, dopo quello dedicato alla Primavera, è arrivato anche l’Inverno.
Spassosi e scanzonati, ma anche malinconici, inquietanti, grotteschi, romantici, pensosi, i racconti di Rizzoli possiedono un gusto onnivoro, che fa del cambio di registro, dell’accumulo e dello sberleffo la propria bandiera. Grazie alla sua inventiva pirotecnica l’autore ha saputo costruire un microuniverso che assume tutti i toni dell’arcobaleno: 91 esercizi di stile, 91 stralci di vita che vanno dalla commedia romantica alla cronaca nera, dall’epitaffio al breviario, dalla freddura irriverente alla fantasticheria ipereale.
Cosa aspettarsi, dunque? Un art director incaricato di fare il restyling dell’inverno, l’intervista ad un drago per il capodanno cinese, un portinaio che ogni giorno saluta il Signor Morte, gli utili consigli per allevare una chimera come cucciolone domestico, il palinsesto della radio clandestina Rete Reato e persino la morte dell’autore come trovata pubblicitaria. E poi quotidiani consigli su canzoni da ascoltare, film da vedere, libri da leggere, esortazioni finali ad agire, tra cui, su tutte, svetta: “Paga un agiografo di buona esperienza e consegna la tua vita all’immortalità”.
Una lettura leggera che tuttavia affonda più che mai gli artigli nella contemporaneità. E fa riflettere.
Ora non ci resta che aspettare gli ultimi due capitoli della tetralogia, Estate e Autunno. Ma intanto si vocifera di una momentanea interruzione del progetto letterario: pare che l’autore, dopo tanti racconti, voglia ora cimentarsi con la forma lunga del romanzo.

Virginia Grassi


“Almanacco dei giorni migliori – Inverno” di Fabio Rizzoli, edizioni Fernandel, pp. 200


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