Cinema

Un vero imbroglio americano

Giorgio Raulli
3 gennaio 2014

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Il regista David O’Russell ci presenta una storia tratta da una reale operazione dell’FBI che coinvolse due tra i più abili impostori d’America con lo scopo di mettere nel sacco politici corrotti e mafiosi. Verso la fine degli anni ’70, il truffatore finanziario Irving Rosenfeld (Christian Bale), sposato con Rosalyn (Jennifer Lawrence), è costretto a lavorare insieme alla sua amante e complice Sydney (Amy Adams) per l’agente federale Richie DiMaso (Bradley Cooper), con l’obiettivo di incastrare il corrotto sindaco di Camden, Carmine Polito (Jeremy Renner).

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Dopo il successo de Il lato positivo, O’Russell si cimenta in un gangster movie classico che rimanda a La Stangata, film fatto di inganni e protagonisti affascinanti, seppur delinquenti, un filone narrativo che ha sempre fruttato bene al cinema (basti pensare anche a Colpo grosso o ai fortunati remake con George Clooney). American Hustle – L’apparenza inganna usa la cornice un po’ retrò e le semplici dinamiche di potere, tra colpi di scena e imbrogli studiati a tavolino, per tessere una trama dai sapori quasi caricaturali, che indaga soprattutto le personalità dei protagonisti e i rapporti che si instaurano tra di loro. I personaggi vivono di un’ironia sopra le righe, pur mantenendo la loro drammaticità: anche se l’andamento della storia non risulta né chiaro né molto innovativo, tra ellissi temporali e flashback esplicativi, il film risulta piuttosto scorrevole e comunque credibile; merito di un cast infallibile, a cominciare dalla brava Jennifer Lawrence e dalla sua interessante interpretazione.

Amy Adams;Jennifer Lawrence

Tutti gli attori hanno avuto la possibilità di costruire dei personaggi eccentrici che ben si amalgamano tra di loro. Confondendosi tra verità e bugie, il pubblico è spinto a scrutare oltre le qualità negative dei protagonisti con l’intenzione di comprendere più a fondo le loro personalità,  differenze, mentalità e speranze. In definitiva,  O’Russell ha avuto la notevole accortezza di sfruttare grandi attori che già conosceva e una sceneggiatura frizzante quanto basta per indurre gli spettatori a dimenticare le banalità di un film del genere. Occhio anche ad un cameo speciale.

Giorgio Raulli


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