Arte

Una biblioteca di pietra per ricordare

Luca Siniscalco
10 febbraio 2014

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Per non dimenticare una pulizia etnica che ha marchiato la vita del nostro Paese. Per non obliare una storia – quella delle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata – che è ancora troppo poco nota, talvolta persino taciuta dai soloni di certo ideologismo. Ed anche l’arte può svolgere un ruolo importante in questa direzione. A rammentare la vicenda storica interviene così un progetto promosso dal Comune di Rimini, parte di un ampio ciclo di iniziative per il Giorno del Ricordo; si tratta di una “biblioteca di pietra” protesa nel mare in direzione della costa istriana e dalmata. L’opera, concepita dall’artista riminese Vittorio D’Augusta, peraltro oriundo di Fiume, sarà inaugurata lunedì 10 febbraio alle ore 11 nel corso di una cerimonia ufficiale.

La creazione si compone di enormi blocchi di pietra dalle fattezze di voluminosi libri, tanto da costituire una vera e propria biblioteca ancorata alla terra ma in tensione rispetto al mare, a suggerire quella dimensione liminare propria delle terre coinvolte nella tragedia. Su ogni masso, come fosse realmente un volume, è riposta una targhetta di ottone che riporta il nome di un libro e del suo autore; si tratta di scrittori, romanzieri e poeti collegati sotto un profilo biografico, simbolico o letterario alla storia istriana.

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Queste le riflessioni maturate dal sindaco Andrea Gnassi: “Un segno in uno dei luoghi dell’identità di questa città che rimarrà a ricordo di quello che è stato uno tra i momenti più tragici della storia non solo italiana. A questi momenti non dedichiamo una formella, un cippo, ma è il luogo stesso a essere monumento alla memoria proteso nel cuore dell’Adriatico che lambisce quelle terre dove il Novecento ha picchiato con violenza ideologica e guerre. Un risultato di cui sono molto fiero perché frutto di un confronto tra persone con sensibilità e storie diverse, dell’Unione degli Istriani, dell’Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani, Dalmati, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia nonché dell’Istituto Storico della Resistenza, dell’Anpi e del coordinamento delle associazioni combattentistiche e d’Arma”.

Una sintesi costruttiva, questa, tanto sporadica quanto lodabile.

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“La Biblioteca di pietra”; l’elenco dei narratori e poeti, e relativi titoli:
Giovanni Arpino – Il fratello italiano; Silvio Benco – La corsa del tempo; Enzo Bettiza – Esilio; Viktor Car Emin – Cavaliere del mare; Diego De Castro – Memorie di un novantenne. Trieste e l’Istria; Elsa Fonda – La cresta sulla zampa; Virgilio Giotti – Colori; Pier Antonio Quarantotti Gambini – L’onda dell’incrociatore; Ivan Goran Kovačić – Jama; Marko Kravos – Quando la terra cresceva ancora; Drago  Jančar  –  Aurora boreale; Pietro Luxardo – Dietro gli scogli di Zara; Marisa Madieri – Verde acqua; Claudio Magris – Un altro mare; Laura Marchig – Dall’oro allo zolfo; Biagio Marin – Elegie istriane; Predag Matvejević – Breviario Mediterraneo; Carlo Michelstaedter –  Poesie; Anna Maria Mori e Nerida Milani – Bora; Milan Rakovac – “Riva i druzi”; Alojz Rebula – Notturno sull’Isonzo; Paolo Rumiz – Viaggio istriano; Umberto Saba – Canzoniere; Giacomo Scotti – Goli Otok; Carlo Sgorlon – La foiba grande; Scipio Slataper – Il mio Carso; Giani Stuparich – L’isola; Italo Svevo – Una vita; Fulvio Tomizza – Materada; Diego Zandel – Una storia istriana.

Luca Siniscalco


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