Cinema

Una malinconica America in bianco e nero

Giorgio Raulli
26 febbraio 2014

nebraska1

L’anziano Woody Grant (Bruce Dern), alcolizzato e sempre assente dalla realtà, convinto di aver vinto un milione di dollari in un concorso meramente promozionale, decide di andare in Nebraska per ritirare il premio: dopo i maldestri tentativi di Woody di viaggiare a piedi, il figlio David (Will Forte) vuole accompagnarlo in macchina, assecondando l’idea che il premio sia vero. Kate (June Squibb), moglie di Woody, si oppone duramente, ma alla fine cederà e andrà anche lei nella cittadina in cui il marito e il figlio hanno fatto sosta, ospiti da parenti. La rimpatriata di famiglia si rivelerà un pretesto per cui vecchi amici e parenti cominceranno a pretendere soldi dal “milionario” Grant.

Film Review Nebraska

Nebraska è l’ultima fatica del regista e sceneggiatore  Alexander Payne, che ha scelto di  restare in un genere a lui caro, costruendo un road-movie nel quale i familiari protagonisti affrontano il proprio passato per comprendersi meglio nelle proprie relazioni. Ancora una volta il regista sceglie una drammedia, districandosi delicatamente e talvolta ironicamente tra tematiche tutt’altro che semplici. Lo humor irriverente di Nebraska emerge nelle scene familiari, specialmente quando la moglie Kate sbraita in continuazione, o quando Woody assiste in modo completamente passivo alle circostanze; l’amarezza si fa invece sentire nei silenzi e nei dialoghi tra personaggi che, sebbene imparentati, non hanno mai legato tra loro.

NEBRASKA

Il bianco e nero dell’intera pellicola opera un grande effetto nostalgia che si riflette sui protagonisti, delusi (o forse no) delle loro scelte, ancora rivolti (o forse no) al loro passato e ai loro luoghi; il grigio costante diventa quasi straniante: il quadro malinconico di un’America vecchia e affaticata, di cittadine rurali e fuori dal mondo, di persone che hanno dovuto rinunciare ai propri sogni sembra descrivere epoche remote e quasi dimenticate. L’assenza di colore probabilmente rappresenta anche la semplicità delle vite degli abitanti della cittadina natale dei Grant, un mondo inetto dove tutto è o bianco o nero, dove lo scorrere del tempo è lento e crudele.

NEBRASKA

Una storia, quella di Nebraska, che non conquista tanto per l’originalità della trama, quanto per l’impeccabile stile narrativo, per non parlare poi del cast: su tutti Bruce Dern che, con un’espressione imbambolata propria di un vecchio malato, riesce comunque suscitare antipatia e simpatia allo stesso tempo, compassione e ilarità, sconfitta ma anche forza. L’attore è nominato all’Oscar come miglior attore protagonista, una delle sei statuette che il film di Payne potrebbe aggiudicarsi il prossimo 2 marzo.

Giorgio Raulli


Potrebbe interessarti anche