Letteratura

Una storia di ordinaria e umana crudeltà

staff
13 novembre 2011


Dal Giappone è in arrivo una storia dura, affilata e pericolosa. Natsuo Kirino, autrice tra le più prolifiche e quotate della letteratura nipponica contemporanea, torna a scuotere i lettori italiani con “Una storia crudele”, romanzo del 2004 che dopo il grande successo riscosso in tutto il mondo sarà dal 17 novembre finalmente disponibile anche nelle librerie nostrane.
In una trama che intreccia violenza e delicatezza con perfetta maestria, l’autrice racconta una storia perturbante, di spietato realismo e ancora più spietata immaginazione.
“Una storia crudele” è tutto ciò che la scrittrice Ubukata Keiko, trentacinquenne meglio conosciuta con lo pseudonimo di Koumi Narumi, lascia dietro di sé prima di sparire nel nulla. Si tratta di un dattiloscritto a cui la donna ha affidato la sua memoria più intima e profonda: un’esperienza terribile che l’ha accompagnata per tutta la vita, oscura come un’ombra. Pochi sanno, infatti, che Keiko da bambina è stata vittima di un sequestro. Rapita da un Kenji, un operaio disadattato e violento di venticinque anni, è rimasta per più di un anno segregata nella sua squallida abitazione senza possibilità di contatto con l’esterno. Una volta liberata per Keiko il ritorno alla vita normale è del tutto diverso da come era stato in sogno; la bambina si ritrova a dieci anni con un peso di ricordi, domande e fantasie che la restano nascosti dietro un mutismo inattaccabile. Genitori, polizia, medici non sono in grado di strappare a Keiko una sola parola su quanto accaduto tra lei e Kenji durante il periodo del sequestro: l’unica testimonianza del rapporto ambiguo, indefinibile, destabilizzante tra vittima e rapitore diventa, a venticinque anni dall’evento, proprio “Una storia crudele”.
Il romanzo di Natsuo Kirino si infila tra le pieghe del reale, giocando sul terreno scivoloso delle fantasie morbose. Il distacco dalla realtà che Keiko subisce in seguito al trauma è il punto di partenza per un affascinante e spaventoso viaggio nelle zone d’ombra della mente umana, dei sentimenti e del piacere. Nulla si salva: nessun giudizio morale, nessuna consolatoria verità definitiva.
Il rapporto segreto tra Keiko e Kenji resta sepolto in una spirale vorticosa di pensieri ossessivi e sensazioni che nessuno dall’esterno può penetrare o anche solo immaginare. L’essenza di una storia terribile sfugge alla luce del sole e si rivela solo nel chiaroscuro di un sogno agghiacciante e sincero, che come questo romanzo trascina direttamente dalla sordida profondità dell’uomo alle altezze vertiginose del disincanto.

Maria Stella Gariboldi

“Una storia crudele” di Natsuo Kirino, Giano, traduzione di Gianluca Coci, pp. 256.


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