Una straordinaria puntata di “Unici” dedicata a Roberto Bolle!

Rosa Vittoria
27 dicembre 2013

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Nei palinsesti televisivi natalizi, tra panettoni e film dai buoni sentimenti, finalmente una bella sorpresa. Giovedì 26 dicembre, su Rai 2 alle 21.10, è ripreso il programma “Unici”, dedicato agli straordinari talenti italiani che hanno lasciato e lasciano una traccia indelebile nel mondo dello spettacolo e dell’arte. La puntata di ieri sera, dedicata all’étoile Roberto Bolle, è stata una vera perla. Bolle, ritenuto uno dei grandi della danza internazionale, si è raccontato ed è stato raccontato in un ritratto a più voci e più luoghi:  da New York, dove il ballerino racconta il pubblico e il privato, sino al Teatro alla Scala di Milano e alle Terme di Caracalla a Roma con le sue straordinarie performance, attraverso le testimonianze di Fiorello, Raffaella Carrà, Stefano Accorsi, Massimo Bernardini, Fabio Capello, Andrea Bocelli e artisti internazionali come Michael Stipe (fondatore e cantante dei R.E.M.) ed i registi Baz Luhrman e Bob Wilson.

Bolle è anche un raro esempio di fatica, sudore e passione senza scorciatoie. Ed di determinazione, perché di fronte alle prime perplessità dei genitori quando lui, bambino, non chiese di essere iscritto a calcio o a basket, ma a danza, seppe reagire nel modo giusto. Nei primi tempi lì accontentò, seguendo per un anno un corso di nuoto. Dopodiché disse loro di essere sicuro: voleva proprio fare il ballerino. È lui stesso ad aver detto in una intervista rilasciata a Vanity  Fair:

“Ballo da sempre, tutto qui. A 4 anni, il sabato sera, c’era Fantastico e io ballavo davanti al televisore. A 7, ho visto quello che stava imparando una compagna a scuola di danza, e ho chiesto di essere iscritto anche io. Il primo impatto non mi è piaciuto – ero abituato a muovermi liberamente e invece lì erano regole e schematismi – ma pian piano mi sono innamorato dei movimenti, della forma mentale. Oggi, nell’era dei talent, la danza va di moda anche tra i maschi, all’epoca ero solo, ma non ci sono stati con gli amici momenti di imbarazzo alla Billy Elliot, perché quello era un momento della mia giornata che non si intersecava con gli altri: andavo a scuola, andavo ai boy scout, andavo a ballare”.

E così, a 12 anni, Bolle entra  alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e viene notato da Rudolf Nureyev, che lo sceglie per interpretare il ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia. Nel 1996, appena due anni dopo il suo ingresso nel balletto scaligero, alla fine di un suo spettacolo di Romeo e Giulietta, viene nominato Primo Ballerino dall’allora direttrice del Ballo, Elisabetta Terabust. E da allora se lo contendono i teatri più prestigiosi del mondo. Perché Bolle ha tutto: la perfezione del corpo, l’ elegante tecnica, i gesti atletici e le raffinate interpretazioni. È un fenomeno senza confronti, che non smette mai di stupire. È sempre credibile sia come principe circondato da drappelli di cigni candidi sia come corpo da sogno nello spot dell’acqua minerale.

Rosa Vittoria