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Un’infernale domenica sera

staff
1 dicembre 2011


Fine novembre, inizi Dicembre: arriva Natale. E benché ancora non ci siano ovunque addobbi, alberi e luci…la corsa ai regali (low cost, se possibile) ha inizio.
Avendo la settimana piena di cose da fare, molte persone – come me – ponderano l’idea di andare per negozi la domenica pomeriggio, con lo stomaco pieno di “braciole” (tipico piatto barese della domenica composto da carne al sugo!) e pettole (simil-frittelle, per chi non lo sapesse!). Io, come loro, ho deciso di raggiungere il capoluogo barese quando ancora molti negozi erano chiusi e le strade del centro semi-deserte.
Recarsi a Bari, in certe particolari giornate diventa per me interessante perché ho modo di assistere all’inizio dell’impazzimento generale che porta spesso all’acquisto di oggetti assolutamente inutili. E a proposito di inutilità…come tutti, entro da Zara.
Nulla a che vedere con le bolge infernali, almeno lì i dannati sono disciplinati, possibilmente silenti…se non per qualche urlo straziante di tanto in tanto! Qui, invece, di disciplinato c’è ben poco, se si considera che la lotta per il possesso di un capo pare essere una questione di vita o di morte…o meglio, di morte o dannazione!
In compenso, le commesse appaiono serafiche, mai infastidite e pazienti. Io, abituata alla dilagante scortesia, mi avvicino ad una di loro per chiedere un’informazione, pronta già a pararmi il volto, in caso di pugno sul naso. Inaspettatamente invece ricevo solo una risposta cordiale, accompagnata anche da un sorriso che non sembrava neanche finto! Se durante il cammino tortuoso, irto di ostacoli e capi gettati in ogni dove, si decidesse di provarne qualcuno, si sarebbe costretti a dirigersi verso i camerini, che per l’occasione non sono vestiti a festa, ma in compenso impolverati a dovere! La situazione a questo punto si complica perché al malcapitato cliente (nella fattispecie, io!) si richiede una certa abilità nei movimenti che devono essere lenti, ponderati e scrupolosi per evitare che il capo tocchi per terra e si riempia di capelli-misto-lordume. Si ha dunque l’impressione di camminare sui carboni ardenti.
Ad un tratto, mentre siete intente a dar prova della vostra agilità in camerino, vi potrebbe capitare di sentire una voce maschile: tranquille!!! È il tipico fidanzato barese, rasato, con i jeans aderenti, dal cavallo basso, e una serie di collane appese al collo. Il suo ruolo è quello di dare improbabili consigli all’innamoratissima fidanzata che prende per oro colato tutto ció che dice lui. Da uno così non te lo aspetteresti mai, ma improvvisamente si accende in lui la fiamma da Karl-so tutto io-Lagerfeld, e lo senti dire: “Amó, stai benissimo con ‘sto vestito. Sta bene con il colore dei tuoi capelli e lo puoi mettere con le scarpe rosa che hai..quelle là! Hai capito quali? L’altro ti sta male, ma non per colpa tua…ma perché è fatto male proprio il vestito”. Immaginate queste parole pronunciate con una spiccata cadenza barese e poi materializzate di fronte a voi la fidanzata in questione: bassa, con le gambe tozze e con addosso un vestito rosa confetto con tanto di gonna in tulle. Ecco la scena alla quale ho assistito io domenica sera. Dopo di che, ancora estasiata dai consigli preziosi del giovanotto, mi rivesto ed esco.
A questo punto, mediamente, arriva il momento di incontrare l’immancabile signora che ti ferma e ti chiede: “Dove l’hai preso questo maglione?”, facendo riferimento a quello che hai in mano. Non puoi non essere cortese, soprattutto se per hobby nella vita dispensi gratuitamente consigli di moda su un blog. Quindi decidi di indirizzare la signora verso il giusto maglione. Devo confessarvi, tra l’altro, che durante la scampagnata domenicale, tra le varie schiere di dannati e redenti, ho anche incontrato per caso un paio di blogger baresi, serie e concentratissime sui nuovi acquisti! Io le ho riconosciute. Ovviamente non si può dire lo stesso di loro nei miei confronti! Perché la verità è che non mi si fila nessuno!

Ma sapete cosa vi dico? Meglio così! Posso, dunque, continuare a circolare felicemente inosservata per le vie del centro per raccontarvi quanto accade! Non so lì da voi, ma da noi la situazione appena descritta tenderà inevitabilmente a peggiorare man mano che ci si avvicinerà all’ora X: Natale. Comunque, io dall’entrata da Zara – con Caronte in giacca e cravatta all’ingresso che traghetta le anime – ci ho guadagnato un vestitino colorato, un sotto giacca nero e un’analisi sociologica per voi. Consideratelo un regalino anticipato.
Non sarò Dante ma, in certe situazioni pericolose, anche io so come cavarmela!

 

Un bacio,
St.efania