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Arte

Uno sciamano avanguardista: il paradosso Kandinsky

Luca Siniscalco
26 aprile 2014
Wassily Kandinsky, Improvvisazione, 1913 circa Primorskaya State Picture Gallery, Vladivostok © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Improvvisazione, 1913 circa Primorskaya State Picture
Gallery, Vladivostok © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky continua a essere protagonista della stagione espositiva italiana 2014. Dopo la grande retrospettiva proposta al milanese Palazzo Reale, a integrazione di un percorso espositivo ampio e totalizzante, interviene la mostra “L’artista come sciamano”, ospitata presso l’Arca di Vercelli, affascinante spazio espositivo realizzato all’interno dell’antica chiesa di San Marco. La presente mostra intende affrontare un tema spesso obliato nell’analisi critica come nella divulgazione del genio russo: la genealogia teorica e culturale della svolta verso l’astrattismo, i cui germi sono riposti nella fase giovanile della produzione artistica del pittore.

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo ©
Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

L’esposizione, curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, inaugura una feconda collaborazione fra lo spazio espositivo vercellese e la storica istituzione  russa, stabilendo un ponte fra Oriente e Occidente sulle vie di un’integrazione culturale e spirituale. Ventidue capolavori del genio novecentesco, provenienti da otto musei diversi, sono accompagnati da una selezione di dipinti di avanguardisti russi e da un incredibile nucleo di oggetti rituali delle tradizioni polari e sciamaniche, originarie della regione siberiana, da cui Kandisnky rimase ammaliato durante le ricerche giovanili focalizzate sugli studi etnoantropologici.

Wassily Kandinsky, Macchia nera I, 1912 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Macchia nera I, 1912 Museo Russo di Stato, San
Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Le opere di Kandisnky esposte appartengono per lo più al periodo compreso fra il 1901 e il 1922, anno in cui l’artista dovette riparare definitivamente in Germania lasciando per sempre la Russia sovietica e seguendo la strada rivoluzionaria dell’astrattismo. Persino nelle opere della maturità tuttavia, in quelle tele che, accompagnate dal saggio di estetica “Lo spirituale nell’arte” (1911), segnano un passaggio irrevocabile nello sviluppo dell’arte occidentale, riemergono temi tradizionali tratti dalle esperienze giovanili. Così le figure del cavallo e del cavaliere, le tipizzazioni di animali e le immagini dei tamburi rituali rievocano nel colore trasfigurante una sapienza arcana ed enigmatica, antica come l’arte stessa. L’universo magmatico ed esoterico del folklore russo, opposto al razionalismo di marca positivista così diffuso nell’Ottocento europeo, si riversa in gorghi di pennellate metamorfiche, plasmatrici oniriche di emozioni e trasfiguratrici di figure archetipiche. L’artista risulta così non un professionista o un tecnico, bensì un mistico, uno sciamano, un creatore di mondi ispirato dalla folgore di un Dio ormai negletto. Kandisnky potrà così affermare, al vertice della sua teorizzazione estetica: “La vera opera d’arte nasce “dall’artista” in modo misterioso, enigmatico, mistico. Staccandosi da lui assume una sua personalità, e diviene un soggetto indipendente con un suo respiro spirituale e una sua vita concreta. Diventa un aspetto dell’essere”. Retroterra di questa capacità analitica l’esperienza scandagliata nella presente mostra.

Henggereg, tamburo sciamanico con ongon, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale legno, pelle Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Henggereg, tamburo sciamanico con ongon, prima meta del XX secolo Mongolia
settentrionale legno, pelle Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo vengono così accostati alle opere di Kandinsky, andando a creare un ricco mélange di raro fascino. Per riscoprire le radici nascoste dell’enigma kandinskyano. Per svelare le radici simboliche di un’Eurasia dimenticata.

Wassily Kandinsky | L’artista come sciamano
Arca di Vercelli – Chiesa di San Marco (piazza San Marco 1)

29 marzo – 6 luglio 2014
Orari:
Tutti i giorni 10-20. La biglietteria chiude un’ora prima

Luca Siniscalco


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