Biennale di Venezia 2011 Cinema

Uno sguardo al Festival prima della conclusione

Giorgio Merlino
9 settembre 2011


Oggi in sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, Bernardo Bertolucci (premiato quest’anno a Cannes con la Palma d’Oro alla Carriera) ha consegnato a Marco Bellocchio il Leone d’Oro alla Carriera, festeggiando la sua undicesima partecipazione al Festival di Venezia. Il regista, invece di perdersi nella nostalgia per il cinema anni ’70, si proietta nel futuro accennando al suo prossimo progetto. Subito dopo la premiazione viene proiettata la nuova versione “Director’s cut” di “Nel nome del padre”, film de ’72 dello stesso Bellocchio.
La data più attesa è però quella di domani, 10 settembre, giorno conclusivo dell’intero Festival; alle ore 19.00, sempre in sala Grande, l’unica e sola Cerimonia di premiazione.
Da giorni ci si comincia a chiedere chi potrebbe mai aggiudicarsi gli ambiti premi, ma le varie ipotesi appaiono inconsistenti, il dubbio pervade praticamente chiunque.
Il genere dei titoli in concorso per questa 68esima edizione ha subito infatti una palese trasformazione rispetto agli anni precedenti; per la maggior parte di origine americana, nessun film incorrerà in ostacoli per la distribuzione, il successo ai botteghini è quasi una certezza e numerosi sono destinati a diventare dei cosiddetti “Blockbuster”. Alla fine dei conti è facile affermare che quest’anno il Festival, risentendo anch’esso del periodo di crisi, abbia selezionato i titoli in base al maggior successo mediatico.
Se non particolari eccezioni, il livello dei film è pressoché identico, quasi nessuno si è rivelato una profonda delusione e di certo neanche uno ha sormontato oggettivamente gli altri; l’unico canone rimasto per fare una scelta è il gusto personale.
La domanda rimane una sola “quali aspetti prenderà in considerazione la giuria per i verdetti finali?”; il sottoscritto un’idea se l’è fatta e l’interesse mediatico è ancora una volta alla base di tutto.

 

Giorgio Merlino


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