Musica

Uno sguardo al futuro nel MiTo

Eva Marti
3 giugno 2013

Martedì 28 maggio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della settima edizione di MiToSettembreMusica, attesa da professionisti e appassionati con grande curiosità. Ogni anno di più, le scelte della direzione artistica riconfermano l’altissimo profilo culturale che il festival ha sostenuto negli anni passati.
MiTo sa richiamare a sé i più grandi  nomi della scena classica mondiale senza avere neanche l’ombra dell’evento di élite. La ricetta è semplice ed efficace: accostare i grandi appuntamenti ai concerti di strada, far avvicinare la pop music alla produzione sinfonica, situare gli eventi in cornici inconsuete e ridurre il più possibile i costi, per coinvolgere la cittadinanza. Una formula assodata di “cross-over” che negli anni si è consolidata sempre più, dando riscontri di pubblico e di critica entusiasmanti.
Le domande però sorgono spontanee: sulla base di cosa associare tanti nomi e tanti generi? Come concepire un cartellone per un festival di tale portata? Se da una parte il 2013 aiuta, con un incredibile numero di anniversari e ricorrenze  musicali da festeggiare, dall’altra proprio questo rischia di dare all’evento un sapore eccessivamente nozionistico e storicistico.

La risposta del direttore artistico Renzo Restagno è molto intelligente e pratica allo stesso tempo: se da una parte l’attenzione agli anniversari è d’obbligo per conservare il senso della storia che sempre più scivola via fra le dita occupate a premere troppi tasti, dall’altra sono tenute in gran conto sia la produzione contemporanea sia le collaborazioni con artisti ormai di casa a MiTo. Anche quest’anno si avrà modo di ascoltare l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Temirkanov, il violino di Accardo o il pianismo della Buniatishvili, solo per citarne alcuni.

Discostandosi dal binomio Verdi-Wagner, che quest’anno va senz’altro per la maggiore, MiTo preferisce festeggiare compositori un po’ meno noti; ecco allora, per ricordarne i cento anni dalla nascita, una serie di concerti dedicati a Britten e diretti dal suo più esimio discendente, George Benjamin. C’è poi da celebrare il 70° anno dalla morte di Rachmaninov, di cui verrà eseguita l’integrale delle opere per pianoforte, in collaborazione con l’Accademia Pianistica di Imola.
Per allargare il genere, toccando World Music, Jazz e Elettronica, si potranno ascoltare, fra gli altri, gli Inti Illimani, la Giovanni Falzone Contemporary Orchestra, il Franco D’Andrea Sextet o la Elektronische Staubband.
E ancora: Les Arts Florissants, Antonio Pappano, Sentieri Selvaggi, Antonello Venditti, Gidon Kremer, Sol Gabetta… la lista è tendente all’infinito.
Vi abbiamo avvisato presto, perchè non siate colti impreparati dall’ondata di possibilità, e sappiate fin da subito cosa vi aspetta!

Eva Marti


Potrebbe interessarti anche