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Uomini, donne e… l’Ikea

staff
9 febbraio 2012


Gli uomini che leggono i miei articoli sulle faccende sentimentali, mediamente, si dividono in: quelli che li apprezzano, ridono e mi danno ragione, dandosi automaticamente “degli idioti”, quelli che li leggono e mi schifano, quelli che li leggono e mi danno della femminista, quelli che li leggono e ringraziano Dio per esser gay, quelli che li leggono e pensano che io inventi tutto, quelli che li leggono e mi danno della bugiarda, quelli che li leggono e provano pena per me.

In tutto questo marasma, a me tocca l’arduo compito di evitare di farmi odiare il più possibile dal sesso maschile, soprattutto per non dire definitivamente addio alla mia vita privata. Per questo oggi ho deciso di essere in vena di consigli per voi UOMINI. Pare che stia a voi invitare noi donne ad uscire per un primo appuntamento, benché lo facciate sempre meno scandendo le sillabe della nostra meravigliosa lingua italiana e sempre più tramite messaggi criptici, codici morse e segnali di fumo. Noi facciamo finta d’avere capito dove volete arrivare e – morale della favola – siamo noi ad invitare voi ad uscire! Per accattivarmi la vostra simpatia oggi vi darò un’idea che vi eviterà di sottoporvi ad una troppo lunga serie di uscite e che vi permetterà di capire subito con quale tipo di donna avete a che fare.

Lo stupido approccio del “ti offro un caffè” è out e fa molto anni ’90. È necessario passare immediatamente al “ci facciamo un giro all’Ikea?”.

La cosa potrà sembrare molto poco romantica, ma vi assicuro che è necessaria per farvi conoscere meglio il soggetto che state frequentando. Il rituale tutto italiano del caffè/espressino/cappuccio non è più attendibile perché noi siamo già allenate. Sappiamo cosa fare, cosa dire per risultare carine, abbiamo molti argomenti di scorta da trattare e facciamo anche finta di voler pagare, tirando il portafoglio fuori dalla borsa. I tempi sono cambiati e i primi appuntamenti devono anch’essi adeguarsi all’impazzimento generale che ammorba la società. Quindi, visto che siamo tutti un po’ più instabili, ce ne andiamo allegramente all’ Ikea! Nessuna donna si tirerà mai indietro, noi abbiamo sempre bisogno di nuove candele alla vaniglia o alla mela verde. E poi come poter resistere a quelle oliose e super caloriche patatine svedesi?

Voi uomini dovrete, peró stare molto attenti e osservare diversi fattori.

Punto 1. IL SUO TEMPERAMENTO

Cammina tra gli scaffali decisa? O è una perditempo? Non sa cosa guardare? Il suo sguardo vaga perso, come quello della Canalis dopo l’abbandono dal bel Clooney? Primi pessimi segnali.

Vede qualcosa che le piace. Come reagisce? È più un “mi piace. Lo voglio. Me lo compro!” o un “mi piace. Lo voglio. Me lo compri?”. Nel secondo caso, fuggite a gambe levate. Lasciatela lì. Non vi preoccupate, ci sono sempre dei pullman che partono dall’Ikea. Lei saprà ritrovare la via del ritorno!
Mentre passeggiate tra quintali di polvere svedese, lei vi appare propositiva? Vi coinvolge? Chiede il vostro parere su ciò che vedete? O è più un’ autoritaria signorina Rottermaier? Queste sono cose importanti da capire subito.

Vedete degli oggetti improponibili. Li osserva con l’aria disgustata di una che ha appena visto una Chanel al braccio della propria peggior nemica, o ironizza sulla coppietta di giovani sposi che stanno addirittura ponderando la malsana idea di comprare quelle cose, offuscati come sanno essere solo loro dall’amore? Se vedete in lei una qual si voglia traccia di simpatia ed ironia, non lasciatevela scappare e incominciate a pensare ad un secondo incontro. In questo mondo triste, una fidanzata spiritosa è assolutamente necessaria.

Punto 2. LA SUA EDUCAZIONE

Argomento scottante. Prima o poi questa ragazza dovrete presentarla a familiari e affiliati di ogni sorta, quindi è necessario testare il suo livello d’educazione.

Qualcuno le pesta un piede. Lei risponde “non si preoccupi” e accenna un sorriso. Perfetto. Accenna un finto sorriso. Accettabile. Aggiunge parolacce a mezza voce. Declassatela! Aggiunge parolacce a gran voce. Girate al primo scaffale sulla destra e fate finta di non conoscerla.

Avete bisogno di informazioni. Dà del lei al tizio preposto a soddisfare ogni vostra richiesta? Allora è perfetta. Bisogna sempre mantenere una distanza nordica con chi non si conosce. Usa le necessarie forme di cortesia del tipo “buonasera, potrei domandarle…potrei chiederle…saprebbe dirmi…”? Dopo aver ottenuto quanto desiderava, congeda il gentile ragazzo con un “Grazie. Ciao” invece che con un “È stato gentilissimo. La ringrazio”? Nel primo caso, vi autorizzo a replicare la precedente scena de “la svolta a destra”.

Insomma, dovrete stare attenti ad ogni piccolo particolare. A come mastica la gomma. Alla sua andatura. Dovrete concentrarvi.
Io oggi spero di aver preso sufficientemente le vostre difese. E non ditemi più che io sono una femminista. Io sono per le donne, quando c’è da esserlo ma mi rendo anche conto che avere a che fare con noi, non è facile. Ci dobbiamo dimenare tra chi non ci vuole, chi non ci cerca e chi ci prende in giro. E voi, invece, vi dovete destreggiare tra chi non ha carattere, chi vi mente e chi non è autosufficiente.
Spero che questo ironico prontuario vi sia d’aiuto e che vi faccia sorridere e, vi prego, non odiatemi. A me, voi, in linea di massima, piacete!

St.efania