Sport

Vale Rossi e Gigi Buffon: grandi vecchi a tutto gas

Riccardo Signori
25 aprile 2016

valentino_rossi

Per fortuna che ci sono quei due. Rossi e Buffon, chi altri sennò! Per una domenica ci hanno liberato dalla pantagruelica idolatria tottiana. Anzianotti come Totti, d’accordo, ma grandi sotto ogni punto di vista, soprattutto se si tratta di vincere. Volete mettere il pedigrèe di successi di quei due al confronto con quello del Pupone? Suvvia, non scherziamo!

Rossi e Buffon basta la parola. Valentino si è preso la soddisfazione di sgassare con la sua Yamaha in faccia a Lorenzo e Marquez. E sono 113 vittorie. L’ultima arrivata 19 anni e 250 giorni dopo la prima. Poi ci ha messo quel pizzico di veleno che non guasta, dicendo ai rivali: adesso guardatemi dal basso in alto sul podio. Buffon ha messo ancora una volta le mani sul pallone, che vale un rigore parato e uno scudetto conquistato. Valentino ha celebrato la riscossa in Spagna, terra dei grandi nemici (cinque spagnoli alle sue spalle) e per rinverdire l’idea che c’è sempre una Spagna ridente per un signor Rossi del nostro sport: si chiami Pablito oppure si contragga in “Vale”. Il portierone è andato a togliersi la soddisfazione nella Firenze che non ha mai sopportato il colore bianconero. Roba da mandarli in bianconeuro!

Valentino ha 37 anni, per Buffon gli anni sono 38. In questi ultimi decenni la vita dei campioni e degli uomini di sport si è allungata, si varcano barriere che prima erano, invece, la soglia del pensionamento agonistico. Rossi è tifoso dell’Inter, Buffon è una colonna della Juve e qui le strade divergono decisamente. Valentino è una bandiera dell’Italia dello sport, Buffon è il capitano della nazionale più amata e chissà mai se, ai prossimi europei, le manone santificheranno altre imprese.

C’è qualcosa nel loro modo di approcciarsi alle imprese che fa pensare ad un elisir. Rossi, mai domo, ha conosciuto il bruciore delle sconfitte, l’anno passato ha scatenato un guazzabuglio mediatico da far invidia a una finale di Champions league, ma ora si è rimesso in sella per lucidare il suo orgoglio. Dicono le statistiche che è entrato nel gotha dei vincitori più anziani di un gran premio. Per diventare l’italiano più anziano dovrà farcela nel 2017. Nello Pagani, recordman nostrano nelle 500, trionfò con la Gilera, nel gp di Monza del 1949, a 37 anni e 328 giorni. Per essere il re dei re nella carta d’identità, Valentino dovrebbe, invece, vincere a 44 anni abbondanti. Leggi Fergus Anderson che, nel 1953, arrivò al successo a 44 anni e 237 giorni. Forse un po’ troppo in là.

Per vincere nei Gp servono una buona moto, gomme all’altezza e ottimi meccanici. Il pilota mette il resto. Per un portiere serve una grande difesa, un buon allenatore e un fisico bestiale. Buffon pare averlo ritrovato. Si è fatto scappare la battuta: ”Sarà la cura D’Amico”. Ma difficilmente il nuovo amore cura tutto, nel calcio e nello sport. Buffon ha ritrovato lo scatto e il riflesso del giovane ragazzo che, una manciata di anni fa, pareva aver perduto: per colpa di una schiena in disordine e di qualche allenamento sottovalutato. Oggi non vuol più perdersi un attimo degli ultimi bagliori di carriera. Pensa a Europei e magari mondiali, vuol riabbracciare la coppa della Champions e non smetterà di chiamare gli scudetti.

Il tempo corre, ma SuperGigi vuol correre di più. Come Valentino. Gente da rodeo, in moto o sul campo. Grandi vecchi e grande Italia. Per fortuna nello sport contano i fatti più delle parole. Quei due sono perfino divertenti quando parlano, ma quando vincono trovano il modo di diventare indimenticabili.


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