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Valentino Garavani: dai carlini ad un museo a Roma, l’imperatore si racconta

Clarissa Monti
11 luglio 2017

L’ultimo Imperatore, The Chic, The New Age Caesar, Re di Roma: lo hanno chiamato in tanti modi ma – parole sue – il nome Valentino in realtà dice già tutto.

Valentino Garavani si racconta al Corriere della Sera in un’esclusiva intervista ad Elvira Serra. E così scopriamo che questo “signore elegante e gentile, ancora innamorato della bellezza” al mattino si alza tardi perché non riesce ad addormentarsi prima delle 2 di notte, beve un solo bicchiere di vino al giorno ed è golosissimo di cioccolato, prega spesso e gira senza soldi in tasca.

L’amore per i carlini rimane sempre – “Sono rimasti solo due di loro, Mary e Moon. Gli altri sono sepolti nel mio giardino” –, insieme ovviamente a quello per la sua Valentino’s Tribe e per il compagno di una vita Giancarlo Giammetti.

L’uomo oltre la leggenda. Che ama fare i selfie con i fan e dai genitori ha imparato “Il rispetto per il lavoro, per il denaro guadagnato con difficoltà”.

Pochi i ripianti, tante le soddisfazioni. Ma soprattutto quasi nessuna nostalgia per il mondo della moda – “La gioia più grande? L’indipendenza dai calendari“. Il 2007 è stato l’anno del grande ritiro e ora l’imperatore dà i voti: Alessandra Facchinetti 7, l’accoppiata Piccioli & Chiuri 10, Piccioli da solo 10.

Quanto ai sogni per i futuro, si punta su Roma: “Ho amato molto la mostra all’Ara Pacis del 2007. Ma mi aspetto che la città mi dia uno spazio per il mio museo… Sarebbe la cosa che credo di meritare e che vorrei regalare ai romani”.


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