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Sport

Valentino Rossi e Rafael Nadal: gli irriducibili

Riccardo Signori
24 aprile 2017

Un bel respiro di aria fresca? No, un affresco di antichità. Ma un bel affresco, di quelli che non scordi mai. Valentino Rossi e Rafa Nadal sono un po’ tutto questo. Indomabili, irriducibili, che non vuol dire imbattibili. Guardi le gare di moto Gp, osservi che quest’anno il clan Italia, nelle gare di moto in genere, sta raccogliendo consensi e successi (Romano Fenati, moto3, e Franco Morbidelli, moto2) eppoi scorri la classifica del motomondiale e ritrovi lui in testa: Valentino che sta per Rossi, ma ormai basta il nome e tutta Italia capisce di cosa parli.

Certo, ci sarebbe quello della moda ma questo cavalca il tempo su una moto e ce lo ritroviamo più spesso in tv, sui giornali, insomma fra i piedi nel suo rombare di successo. Valentino, altrimenti detto il Dottore, ora non è più quel Cannibale senza pietà che metteva in ombra gli altri, talvolta deve subire l’ombra degli altri, eppure non molla mai: vince, perde e si regala i sogni. Alla conclusione del gp delle Americhe, Rossi con la sua Yamaha è stato secondo in gara, ma eccolo primo nella classifica del motomondiale. ”Sta facendo cose pazzesche”, ha spiegato Wayne Rainey, l’americano da tre titoli mondiali nella classe 500. “La sorpresa di vedermi in testa al mondiale vale per tutti, ma soprattutto per me”, ha ammesso Valentino. Rossi ha visto vincere Marc Marquez, cadere Vinales, eppoi si è ritrovato a battagliare per il secondo posto in pista. Con i suoi 38 anni, Valentino è diventato un predicatore della regolarità, come quei ciclisti che sui passi di montagna magari non vincono mai, ma sono sempre con i primi e, alla lunga, si trovano a far sfilare indietro gli altri e loro davanti in classifica.

 Ci sono i vincitori di un giorno e i campioni di sempre: bisogna miscelare esperienza e costanza, commettere pochi errori e sfruttare quelli altrui. Sembra facile… Il Dottore appartiene alla schiera dei campioni di sempre e , in questo inizio di mondiale, fa il passista scalatore: e attende in agguato.

 Ma sfogliando il librone degli indomabili come non fermarsi alla pagina con il sorriso di Rafa Nadal? Ancora una volta con una coppa in mano che, per lui, pare sempre la stessa: quella del torneo tennistico di Montecarlo giocato sulla terra rossa. Rafa è un principe della terra dei Principi, pur non appartenendo alla reale famiglia. Ha frequentato Montecarlo da quando era un ragazzino, visto che oggi gli anni sono 30, e la prima vittoria risale al 2005 contro l’argentino Coria e la prima partecipazione al 2003.

 Stavolta la tavola della sua legge ha disposto di un altro spagnolo Alberto Ramos, e il pedigrèe dice che si tratta del decimo titolo conquistato a Montecarlo: nessuno come lui. Il Principato è davvero la madre tennistica e rigeneratrice di Nadal, da qui sono sempre cominciate le sue stagioni di successo. Rafa ,per esempio, non alzava una coppa da 12 mesi(torneo di Barcellona), ma stavolta  vale doppio perché rappresenta il (numero tondo, tondo) sulla terra rossa. Spiccano 9 vittorie al Roland Garros di Parigi e, a questo punto, l’aver sorpassato l’argentino Guillermo Vilas (49) nel numero di successi su terra.

 Il tennis è sport per irriducibili, Roger Federer lo ha dimostrato in tempi recenti. Ma basta guardare indietro per ritrovarne tanti. Nadal è quasi una divinità sulla terra rossa.

 Il successo è sempre un affresco. Valentino Rossi e Rafa Nadal sono, al tempo stesso, artisti e capolavori.


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