Arte

Van Gogh e la pazienza della natura

Virginia Francesca Grassi
1 novembre 2014

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Fino all’8 marzo 2015, le sale di Palazzo Reale a Milano tornano ad ospitare dopo oltre sessant’anni di assenza le opere del maestro olandese, puntando ad indagare uno degli aspetti più interessanti della parabola artistica di Vincent Van Gogh: il rapporto tra l’uomo e la natura, tematica in forte connessione con Expo 2015, il cui titolo è infatti “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

La mostra – curata da Kathleen Adler e promossa da Comune di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – vede esposte 47 opere provenenti per la maggior parte dal celebre Kröller-Müller Museum di Otterlo, cui si affiancano il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, il Centraal Museum di Utrecht ed importanti collezioni private.

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Divisa in sei sezioni, l’esposizione si annoda attorno a quel filo rosso che è il legame intimo dell’artista – e dunque, per estensione, del genere umano tutto – con la terra: “Nella vita di Vincent, eternamente in movimento, precario, tormentato, incapace di mettere radici, di adeguarsi alle convenzioni della società e in perenne conflitto anche con la famiglia, esiste un unico legame costante e indissolubile: quello con la terra e le sue fatiche, scrive la Adler.

Ecco dunque il lento fluire delle stagioni, il suo ripetersi, i ritmi scanditi del lavoro nei campi, l’icasticità di certe nature morte, come la semplicità simbolica dei nidi di uccello che diventano simbolo dell’intero ciclo della vita.

Non si dovrebbe avere pazienza, imparare la pazienza dalla natura, imparare la pazienza guardando il grano salire lentamente, il crescere delle cose?”.

Parallelamente, scorre il percorso biografico e artistico di Van Gogh: dai colori terrosi dei primi lavori realizzati in Olanda, all’incontro a Parigi con l’Impressionismo e il Neo-Impressionismo; fino al periodo trascorso ad Arles e a Saint-Rémy, contrassegnato dalla drammatica convivenza con Paul Gauguin, ma anche dall’energia della Provenza, dei suoi gialli e dei blu, delle file di lavanda, dei verde smeraldo dei boschi e degli ulivi. Infine, il tragico suicidio avvenuto nel 1890, a soli 37 anni.

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Tra i capolavori esposti in mostra, si segnalano senza dubbio l’Autoritratto datato 1887, il Ritratto di Joseph Roulin (1889) e lo splendido Paesaggio con covoni e luna che sorge (1889). Interessante, inoltre, la sezione dedicata alle oltre ottocento lettere inviate da Van Gogh all’amato fratello Theo, un vero e proprio Zibaldone che ci svela l’uomo, oltre che l’artista.

Ma a rimanere nel cuore dello spettatore sono le suggestioni evocate dall’intensità ardita dei colori, dalla potenza tormentata delle pennellate, la verità dei sentimenti, la sincerità espressiva, la forza di uno sguardo capace di scandagliare la vita, i suoi segreti e le sue angosce.

Virginia Grassi

www.vangoghmilano.it
Orari di apertura Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì, domenica dalle 9.30 alle 19.30; Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30. La biglietteria chiude un’ora prima.
Informazioni e prenotazioni T +39 02 54913
Biglietteria on line www.ticket.it/vangogh


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