Fotografia

Vanessa Winship: la storia per immagini

Alberto Pelucco
7 gennaio 2015
Senza Titolo dalla serie Imagined States and Desires a Balkan Journey 1999-2002 © Vanessa Winship

Senza Titolo dalla serie Imagined States and Desires a Balkan Journey 1999-2002 © Vanessa Winship

Sembra svilupparsi ad anello l’indagine della fotografa inglese Vanessa Winship, che prende forma e colori nella omonima mostra alla Fondazione Stelline di Milano.

Nata a in Barton-upon-Humber nel 1960, l’artista britannica fa della Storia il punto di partenza e di arrivo del suo lavoro, che cerca di capire di quale natura sia il rapporto storia-uomo e quale posto occupi nel mondo l’identità dell’essere umano.

Vanessa parte da un fatto storico ed esamina le sue conseguenze sul corpo degli uomini e sulla loro psicologia, cioè sulla loro mentalità e gestualità. Questi gesti poi vanno ad arricchire il bagaglio culturale delle persone, quindi la loro memoria. E dalla memoria tornano a essere Storia.

Senza titolo dalla serie Almeria. Where Gold Was Found 2014 © Vanessa Winship

Senza titolo dalla serie Almeria. Where Gold Was Found 2014 © Vanessa Winship

Quello che emerge è un dialogo, una discussione tra la uomo e storia, la quale, nel suo dispiegarsi mira a coinvolgere e a tra-volgere passivamente il suo interlocutore. Ma costui non si lascia soffocare e, ottimisticamente, riafferma la propria identità.

Così un bambino e un asinello, enfaticamente posti al centro della composizione, si divertono insieme. A poca distanza un pallone da calcio riempie il vuoto, spoglio edificio diroccato. La difficile situazione socio-politica di quel paese, testimoniata dalla costruzione in degrado, contrasta con la spensieratezza del giovane protagonista.

Le stesse linee-guida caratterizzano il secondo scatto: bambino al centro, contrasto – stavolta tra la tavola imbandita e lo sfondo spoglio –, e soprattuto ottimismo e speranza. Quest’ultima, simboleggiata dal sorriso del piccolo, allontana il fantasma della guerra, qui espresso dall’ombra di un soldato sull’abitato retrostante.

Senza titolo dalla serie She dancces on Jackson United States 2011-2012 © Vanessa Winship

Senza titolo dalla serie She dancces on Jackson United States 2011-2012 © Vanessa Winship

Si tratta di un modus operandi complesso, che smentisce quanti si limitino considerare il lavoro della Winship solo sul piano documentaristico, quando invece esso tocca tutte le scienze umane. Psicologia, antropologia e sociologia si intersecano in un connubio quasi simbiotico, che trae origine dalla Storiografia di marca greco-ellenistica.

Già gli storici antichi Erodoto, Tucidide e Plutarco erano intervenuti nel dibattito su come svolgere un’indagine storica, necessaria per capire soprattuto quale fosse il ruolo dell’uomo nel mondo. Per il primo, era indispensabile viaggiare e conoscere popoli e loro abitudini. Analogo è il comportamento della Winship, autrice di numerosi viaggi e soggiorni nei Paesi Baltici, in Grecia, Turchia e Mar Nero.

Del secondo, invece, colpisce ancor oggi l’attenzione quasi maniacale riservata alle cause, che egli distingue in prossime, remote e “casus belli” (da intendersi né più né meno che “pretesto”).

Senza Titolo dalla serie Imagined States and Desires aBalkan Journey 1999-2002© Vanessa Winship

Senza Titolo dalla serie Imagined States and Desires aBalkan Journey 1999-2002 © Vanessa Winship

Al suo arrivo, Plutarco mise un po’ insieme le due filosofie ed eliminò la componente mitologica tanto cara a Erodoto, ma considerata inattendibile. Molto più importante, per il nostro storico, è l’approccio scientifico alla materia trattata, perché la scienza è il solo strumento in grado di dare risposte esaustive, precise e chiare ai misteri dell’esistenza umana.

D’altronde, lo stesso Galileo Galilei lo ribadì più volte, secoli dopo: “il grande libro della natura è scritto in termini matematici”. Si tratta solo di decifrare questo linguaggio, che nel nostro caso si esprime in due colori: bianco e nero.

Alberto Pelucco

VANESSA WINSHIP
17 dicembre – 15 febbraio 2014
Fondazione Stelline, Corso Magenta, 61 – Milano 

Orario:
martedì / domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Informazioni:
Web: www.stelline.it
Tel: 0245462.411

Biglietti: intero € 6; ridotto € 4,50; scuole € 2


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