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Vasco Rossi al Teatro alla Scala

staff
12 aprile 2012

Il Teatro alla Scala di Milano stupisce sempre! Martedì 3 Aprile 2012 è stato portato in scena in prima mondiale il balletto “L’altra metà del cielo” su musiche di Vasco Rossi.
Una novità assoluta per un pubblico meno convenzionale, un’idea che parte da un sogno e dall’amore di Vasco per il balletto. Il più amato rocker italiano attinge dal suo universo musicale per scrivere una storia in cui la donna è protagonista attraverso le sfumature della sua esistenza. Le tredici canzoni prescelte, tutte dedicate “all’altra metà del cielo”, sono il filo conduttore e colonna sonora: Albachiara da Anima Fragile, Silvia da Brava, Susanna da Gabry e poi Jenny, Laura e Sally, sono le protagoniste di un sogno che trasforma una musica riletta e riarrangiata per orchestra in emozione.
La coreografa e regista americana Martha Clarke si è avvalsa della collaborazione  dello scenografo Robert Israel, i light designer Christopher Akerlind e Marco Filibeck,  Nanà Cecchi creatrice dei costumi, e Stefano Salvati,  assistente di Vasco Rossi per la drammaturgia e video artist di questa nuova produzione.
La Clarke, sempre sarcastica e provocatoria, ha compiuto il miracolo sfidando le convenzioni. Una ricerca continua dello stato d’animo e delle emozioni della femmina forte, fragile, complessa, che affronta sempre a testa alta le fasi cruciali della sua vita, dall’adolescenza alla crescita, dall’abbandono alla maturità.
Il balletto percorre la vita delle tre protagoniste: una superlativa Sabrina Brazzo impersona Albachiara che, chiusa nella sofferenza del tradimento, ha ballato mirabilmente sulle punte un passo a due insieme ad Andrea Volpintesta, Claudio. La bravissima Beatrice Carbone, invece si cala nei panni di Susanna la spregiudicata, con la voglia di sedurre il compagno Mario, un perfetto Gianni Sutera. Infine, la più giovane Silvia, Stefania Ballone, ha dato vita alla sua storia  danzando con Fabio, Matteo Gavazzi. Un corpo di ballo d’eccezione  ha accompagnato le tre storie.
Uno spettacolo breve ma intenso coronato da sei minuti di applausi liberatori. L’emozione della musica la gioia della danza insuperabile, quella del Teatro alla Scala.

 

Emanuela Beretta


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