Leggere insieme

Vazio – Vuoto: c’era una volta un omino vuoto e solo…

Marina Petruzio
13 settembre 2014

Vazio

In Vazio di Catarina Sobral per Pato-logico, editore portoghese, è un omino si disegna tutte le mattine allo specchio, si inventa ogni giorno un vestito di tutto punto per l’occasione quotidiana.
Quella di oggi è una visita dal dottore, l’omino non si sente a posto qualcosa non va ma non sa spiegarlo, non trova parole per questo malessere.
Eppure ha una bella casetta, non vive in un palazzone moderno, la sua è una casa singola con una bella finestra sempre in contatto col fuori, col giardino dove c’è la sua auto. Ne ha una, sempre pronta a portarlo dove vuole. In casa ci sono allegre maioliche per pavimento ed alle finestre tende colorate e nel porta ombrello uno solo, soltanto un parapioggia verde.
L’omino è solo, invisibile al mondo e quasi a sé stesso, figurina bianca che vaga non finita, e se non si inventasse ogni giorno allo specchio forse non si vedrebbe neppure lui tanto è solo, senza senso, vuoto.
Forse il dottore potrà dare un nome, prescrivere una medicina, fare qualcosa per lui che può andare al supermercato e riempirsi di cibo, il più delicato e raffinato…ma poi che cosa rimarrà? La digestione lo eliminerà e lo stomaco tornerà…vuoto.
Che può attraversare il parco e riempirsi dei meravigliosi doni della primavera: fiori profumati, piante ed erbe odorose, riempirsi di natura da inebriarsi, respirarla con tutto sé stesso o stordirsi d’arte guardando immagini, ammirando colori, pensarne di propri, voler guardare, guardare e ancora guardare, imprimere dentro di sé la bellezza, la propria emozione e portarsela a casa, per poi rispolverarla di tanto in tanto sino a che ne resterà solo un ricordo sbiadito, lontano.
Può amare gli uccellini della bella stagione, contornarsene, godere della loro compagnia ma alle prime gocce d’acqua, avvisaglie della stagione che muta, migreranno lasciando vuoto dentro e fuori, ed allora solo la pioggia lo potrà colmare, solo quella grande e invadente malinconia.
Invisibile nella neve l’omino bianco di un vuoto cosmico va, col capo chino, in una città incapace di disegnare lei qualcosa per riempiere il suo enorme vuoto.
Invisibile agli altri, invisibile a sé stesso, sino a che passante dopo passante …un incontro, qualcosa si muove dentro e pochi passi più in là qualcosa comincia a battere…

Senza titolo

Un particolare silent book per raccontare della solitudine dell’uomo contemporaneo, del suo bisogno estremo di amore, di un amore che colma, che riempie, del bisogno e della capacità di amare.

Caterina Sobral, portoghese, vince quest’anno il Premio Internazionale per l’lllustrazione assegnato alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna con l’albo intitolato “Mio nonno”.

Marina Petruzio

Vazio
di ed illustrato da Caterina Sobral
www.caterinasobral.com
Ed.: Pato-Logico Editore
www.pato-logico.com
Euro: 14,00
Età di lettura: per tutti


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