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Verde e Cultura: ecco i 10 parchi più belli d’Italia

Marco Pupeschi
12 maggio 2017

Sono i polmoni verdi del nostro Paese, oasi di pace e tranquillità che uniscono il piacere della cultura alle meraviglie naturali: sono i parchi italiani, delle perle da scoprire che punteggiano in lungo e in largo l’Italia.

Proprio a loro, il network “Il parco più bello” ha dedicato un premio, giunto ormai alla sua XV edizione, scegliendo tra oltre mille parchi e giardini italiani, in un viaggio turistico e culturale tra le meraviglie del Belpaese.

In attesa che venga proclamato il vincitore, scopriamo insieme la top 10 dei parchi più belli d’Italia nella gallery: e chissà che non diventi la meta della prossima gita!

  • Giardino Comunale di Caltagirone (Sicilia). Sullo stile dei giardini pubblici inglesi, il progetto venne affidato all’architetto Giovanni Battista Filippo Basile, mentre l’ingresso in stile liberty fu opera dell’architetto Saverio Fragapane. Alla vegetazione di tipo mediterraneo si alternano le maioliche di Giuseppe di Bartolo e le terrecotte ornamentali di Gioacchino Ali e del Vella. Una grande terrazza alberata farà da sfondo a momenti di assoluta tranquillità.

  • Oasi Zegna a Biella (Piemonte). Realizzata a partire dagli anni ’30 grazie alla volontà di Ermenegildo Zegna per valorizzare le montagne di Trivero, è oggi un florido giardino, ricco di varietà e specie differenti. Non dimenticate di visitare la suggestiva Conca dei rododendri, realizzata negli anni ’50 a ridosso del Lanificio Zegna.

  • Villa Pallavicini a Pegli (Liguria). Il parco voluto dal marchese Ignazio Pallavicini è considerato uno dei più romantici al mondo. Fu ideato e realizzato nel 1840 dallo scenografo Michele Canzio. Da non perdere le camelie, ma anche tutte le piante che da arbusti, complice il clima temperato di Pegli, raggiungono le dimensioni di veri e propri alberi.

  • Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (Lombardia). La villa si trova all’interno del Parco delle Groane, voluta da Galeazzo Arconati nel Seicento. Notevoli sono inoltre i giardini alla francese che si sviluppano a sud e a est dell’edificio, rarissimi in Italia e di elevato valore architettonico.

  • Giardini della Reggia di Colorno (Emilia Romagna). Voluti dal Francesco il Farnese e ideati dall’architetto Ferdinando Galli Bibiena, oggi è grazie agli sforzi dell’amministrazione provinciale di Parma che possiamo ammirarne una ricostruzione storica. Immergetevi tra le bellezze della “Grotta Magica”.

  • Villa la foce a Chianciano Terme (Toscana). L’architetto inglese Cecil Pinsent si è ispirato ai giardini classici della tradizione italiana per realizzare il sogno di Iris Origo e del marito il Marchese Antonio Origo. Il giardino è di un bellezza unica e si compone di tre settori distinti posti a diversi livelli.

  • Giardino Portoghesi a Calcata (Lazio).Un’opera-giardino in cui natura e architettura si fondono. Venne realizzato nel 1990 grazie al celebre architetto e storico dell’arte Paolo Portoghesi insieme con la moglie Giovanna Massobrio. Le foto non rendono giustizia alla sua bellezza: una vera e propria opera d’arte, che entra di slancio nella storia dell’architettura.

  • Villa Imperiale a Pesaro (Marche). La Villa Imperiale di Pesaro è considerata una delle opere più sorprendenti del Rinascimento italiano: sorge a pochi chilometri da Pesaro ed è immersa nel paesaggio del Parco Naturale del Colle del San Bartolo. Da visitare, la suggestiva corte e i magnifici giardini terrazzati.

  • Villa Cimbrone Ravello (Campania). Il complesso della villa è costituito da un edificio storico costruito su un promontorio roccioso a picco sulla Costiera Amalfitana e da un enorme parco di circa sei ettari colmo di statue, fontane e antichità. Realizzata a partire dal 1904 da Ernest W. Beckett, la sua fitta vegetazione crea visuali mozzafiato e panorami spettacolari. Meravigliosa la celebre “Terrazza dell’Infinito”.

  • Compendio Garibaldino dell’isola di Caprera (Sardegna). Situato all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena, sorge sui terreni acquistati da Garibaldi e alcuni alberi sono ancora quelli piantati da lui. Un’idea? Un selfie all’ombra de “l’albero di Clelia”.


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